Siena

È fine settembre ma il tempo è ancora mite e il sole scalda l’aria quasi fossimo ad agosto. Vogliamo regalarci l’illusione di essere sempre in viaggio: prendiamo la reflex, le chiavi della macchina e partiamo con i finestrini giù, alla volta di Siena. Così vicina ma così lontana. Piazza del campo, SienaNon ci andiamo spesso, facciamo un rapido calcolo e decretiamo che la nostra ultima volta in quella città sarà stata cinque anni fa. Sappiamo che ci saranno un po’ di turisti in giro, ma con la loro presenza contribuiranno ad alimentare la nostra illusione, sappiamo che non è da noi, forse sono i primi sintomi dell’influenza di quest’anno.

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Preso dalle chiacchere l’altro rintronauto sbaglia uscita così ci vediamo costretti a passare dalla panoramica strada che attraversa il Chianti allungando un po’ la strada.

Parcheggiamo proprio sotto le mura, senza dover sborsare un centesimo e le risaliamo da fuori fino a trovare la porta Camolia, da cui entriamo nel centro storico. Via Camolia è una strada piena di ristorantini molto carini e tipici e mentre passiamo ne adocchiamo qualcuno in cui ripassare verso l’ora di cena, già con l’acquolina in bocca.

Camminiamo per le armoniche viuzze di Siena cercando di capire a quale contrada appartengano le bandiere che sventolano debolmente appese lungo le strade.

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Quasi senza accorgercene arriviamo in Piazza del Campo, bellissima come sempre, scende lentamente verso il basso dando ospitalità ai turisti e ai senesi che vi si siedono a parlare e a riposare, tutti rivolti verso il Palazzo Comunale e l’altissima Torre del Mangia, come fosse un palcoscenico in cui da un momento all’altro potrebbe iniziare lo spettacolo.

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La giornata è talmente nitida che non possiamo non salire ad ammirare il panorama che si vede dalla Torre del Mangia. Il biglietto costa 8 euro e la visita dura una mezzoretta. Possono salire al massimo 25 persone alla volta.

Saliamo i quattrocento scalini e arriviamo in cima, lungo tutto il percorso si ha una splendida vista sulla città di Siena e su Piazza del Campo.

Quando scendiamo il sole sta per volgere al tramonto, andiamo verso il maestoso Duomo romanico.

Vorremmo entrare, ma oramai ci conoscete, la nostra tirchiaggine ha ancora una volta il sopravvento così ci sediamo a rimirarlo da fuori. I raggi giallo intensi del sole colpiscono i palazzi a fianco donandogli un colorazione rossiccia molto intensa. Riprendiamo a vagare.

Siena Siena è una città estremamente rilassante, sembra che i ritmi frenetici della vita moderna non appartengano a queste strade, a questi palazzi, a questa gente. Ripassiamo da Piazza del Campo giusto in tempo per vederla illuminata da un ultimo barlume di luce. In cima alla piazza i ristoranti sono già pieni. Dopo una decina di minuti presi dal panico di non aver prenotato torniamo in via Camolia e proviamo a cercare un tavolo. Tutti i nostri papabili sono al completo, fortunatamente ci accorgiamo de “Il Vinaio di Bobbe e Davide”, una gastronomia ristorante dove abbiamo cenato e bevuto molto bene (antipasto caldo del Vinaio, squisito, coniglio alle erbe morte e malfatti, piatto tipico senese) spendendo 35 euro in due. Il locale è molto carino e il personale estremamente cortese.

Poi ne approfittiamo per fare due passi nella città buia.

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