Castelli d’Albania: i più affascinanti

Castelli d'AlbaniaL’Albania è divenuta negli ultimi anni una meta alla moda per le vacanze estive, quest’anno infatti molti erano gli italiani che avevano deciso di passare sulla costa albanese le ferie estive. Ma in Albania non c’è solo il mare, molte sono le città storiche, i parchi naturali, i borghi abbandonati, di alcuni dei quali vi abbiamo già parlato. Oggi vogliamo guidarvi alla scoperta dei castelli d’Albania.

i castelli d’albania

Castello di Preza

Il Castello di Preza si trova vicino a Tirana e risale al XIV secolo. Lo scrittore e umanista albanese Barlezio però suppone che fosse stato il centro del popolo illirico. Per molti anni è stato di proprietà di una famiglia feudale albanese,  i Topias. Il 6 settembre 1447 ai suoi piedi si ebbero degli scontri tra i veneti-albanaesi e i turchi, che videro i primi uscire sconfitti. Dentro alla fortezza medioevale è situata una mosche che è stata ristrutturata negli ultimi anni, oggi si trova anche un ristorante. Noi purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di visitarlo.

Castello di Lezhe 

Il castello di Lezhe si trova nell’antica Alessio, città nota sopratutto per custodire la tomba di Skanderbeg. Il castello fu fondato dagli illiri, e in tempi recenti vi sono state ritrovate due chiese paleocristiane. Ma fu nel XVI secolo che subì una profonda ristrutturazione con Solimano Il Magnifico durante le sue conquiste militari in Europa. La fortezza è aperta dalle 9 alle 18. L’ingresso costa 100 leke a persona, i bambini non pagano. Le mura perimetrali sono interamente percorribili ma non vi sono protezioni, quindi è necessario prestare attenzione specialmente se siete con bambini. La vista è molto bella, spazia fino al mare e si possono vedere le lagune e le aree umide di Kune-Vain-Tale. Consigliamo di portare un cappello e dell’acqua se lo visitate in estate.

Castello di Rodoni

I ruderi di questo castello a fior d’acqua si trovano sotto il promontorio di Capo Rodoni, a Durazzo. Il castello è altamente scenografico e lascia senza parole, l’acqua azzurra esalta la forma della fortezza color beige.

Il castello fu costruito dopo che nel 1450 circa venne eretto nella zona un porto, per proteggere la zona dai Veneziani che attaccavano da Nord e gli Ottomani che attaccavano da Sud. Il castello divenne in seguito la residenza estiva di Skenderberg. Si racconta che proprio da Capo Rodoni la famiglia di Skenderber sia  partita nel 1466 con la prima diaspora albanese verso le coste del Sud d’Italia. I francescani successivamente vi eressero verso il XVI secolo il Monastero francescano di Sant’Antonio, tutt’ora visibile in parte.

Il percorso che conduce al castello dura circa 10 minuti e durante la camminata lungo il promontorio è possibile osservare dei panorami mozzafiato con le falesie calcaree del promontorio che sono alte più di 30 metri, la voglia di gettarsi nel mare azzurro è davvero tanta! Occhi aperti perché sia lungo la spiaggia sia lungo il percorso sono visibili dei bunker costruiti durante la dittatura di Hoxha. L’ingresso ad automobile costa 100 leke. Dopo aver pagato l’ingresso, è possibile continuare il percorso in macchina fino a quando si trova un bivio: sulla destra c’è la piccola chiesa molto spesso usata per celebrare i matrimoni e la spiaggia attrezzata, se invece si continua dritto per qualche metro si incontra sulla sinistra un parcheggio, da cui è possibile scendere alla spiaggia libera. Proseguendo dopo circa 50 metri c’è il parcheggio dove lasciare l’automobile per visitare il castello. Il percorso che porta al castello in estate è tutto praticamente sotto il sole cocente, pertanto non dimenticate il cappello, come ho fatto io, e neppure l’acqua. Il percorso non è fattibile con passeggini e carrozzine, raccomandiamo per i più piccoli zaini da trekking, marsupi o fasce. I più grandicelli invece potranno fare il percorso a piedi con un po’ di attenzione e con scarpe adatte (sconsigliamo le ciabatte infradito). Adele quando lo abbiamo percorso aveva 4 anni e non ha avvertito grosse difficoltà considerando che abbiamo fatto il percorso sotto il sole di mezzogiorno. Noi invece di tornare indietro e seguire il percorso fatto all’andata, abbiamo deciso di camminare lungo la spiaggia e di arrivare fino alla punta di Capo Rodoni per arrivare alla spiaggia libera sul lato opposto. Peccato per la sporcizia che si accatasta sulla spiaggia di fianco al castello.

Castello di Sarda sull’isola di Shurdhahut 

Il castello di Sarda sull’isola di Shurdhahut: immerso nel fiume Drin con un panorama incantevole che trasmette tranquillità e quiete si trova un’isola che è stata creata dalla costruzione della diga nel 1978 su cui sono visibili dei resti di un castello di epoca romana risalente al  VIII – VI secolo a.C., le rovine della chiesa e il cancello del palazzo dei Dukagjini, antica famiglia feudale albanese. Vi consigliamo di fare la vostra escursione quando non fa troppo caldo, o almeno non nelle ore centrali come abbiamo fatto noi.

Castello Rozafa 

Il castello di Rozafa è noto per essere il castello della città di Scutari. La fortezza è bellissima e molto ben conservata, il panorama favoloso spazia dalla città di Scutari al suo lago, e dal fiume Kir al Drin che confluisce nel Boiana, fino allla mosche di piombo dalla parte opposta. Il castello risale all’epoca degli illiri, ma gran parte delle fortificazioni presenti sono state costruite dai Veneziani. Numerosi sono i pozzi  presenti, che servivano per distribuire l’acqua raccolta da 4 grandi cisterne sotterranee. Ben conservata è la chiesa dedicata a Santo Stefano, trasformata successivamente in una moschea. La fortezza è stata dominata dai romani, dai bulgari, dai bizantini e dai serbi.

L’edificazione di questo castello è legata ad una leggenda molto diffusa in Albania: tre fratelli erano impegnati nella sua costruzione ma quello che costruivano di giorno di notte si sfaceva. Per sciogliere il sortilegio era necessario che una delle mogli dei tre fratelli fosse sacrificata. I tre decisero che la prima moglie che il giorno successivo fosse andata a portare il pranzo sarebbe stata vittima del sacrificio: sarebbe stata murata viva. I fratelli più grandi rivelarono il segreto alle mogli, così fu Rozafa, la moglie del più giovane dei fratelli ad arrivare per prima con il pranzo. Una volta che la donna scoprì quello che l’attendeva chiese che le fosse lasciato libero uno spiraglio all’altezza degli occhi per vedere il piccolo figlio, che le fossero lasciati: un seno libero per poterlo allattare, un braccio e una gamba liberi per poterlo accarezzare e cullare. Una statua di Skender Kraja  ricorda la leggenda.

All’interno delle mura è allestito un piccolo museo, vi è inoltre un bar ristorante. L’ingresso costa 200 leke, bambini non pagano. La strada acciottolata è molto scivolosa, consigliamo calzature comode e pratiche. Tenete per mano i bambini. Aperto dalle 9 alle 19. C’è un piccolo parcheggio vicino alla biglietteria, altrimenti è possibile parcheggiare in basso prima di curvare a destra e seguire le indicazioni che portano al castello.

Castello di Drisht

Il castello di Drisht era una delle tante fortezze che dovevano proteggere dagli attacchi la città di Scutari, pian piano acquistò sempre più potere e divenne indipendente. Nel 1442 cadde sotto il giogo dei veneziani, per poi essere riconquistata dal principe albanese Skanderbeg. Oggi per raggiungere i resti del castello, di cui rimane parte della cinta muraria e circa una decine di case al suo interno, dè necessario proseguire per circa 6 km dopo il Ponte Ura e Mesi.

Fortezza di Porta Palermo 

La fortezza di Porta Palermo è un castello singolare con la base triangolare e quattro torri pentagonali (tre poste ai vertici del triangolo e una al centro). Fu costruito nel 1818 da Ali Pasha di Ioannina sulle spoglie di un antico monastero. Alexander Dumas narra nella sua celebre opera Il Conte di Montecristo, della singolare storia della costruzione di questa fortezza: Ali Pasha infatti al termine dei lavori fece uccidere tutti gli operai che vi avevano lavorato e i due architetti che lo avevano progettato affinché non rendessero nota la planimetria del castello. Nel Novecento una parte della fortezza e più precisamente i sotterranei, la polveriera e i depositi, sotto il re Zog fu trasformata in prigione. Fu utilizzata anche dagli italiani  durante la II guerra mondiale  ed infine sotto la dittatura di Enver Hoxha divenne un campo di lavoro e una zona militare. Il biglietto costa circa 3 euro a persona.

Fortezza di Bashtove 

La fortezza di Bashtove è nota per essere uno dei pochi castelli dei Balcani costruito in pianura. Fu edificato, in pietra e laterizi, tra il 1467 e il 1468 ed era una roccaforte veneziana per la protezione dei traffici marittimi nell’attuale zona del distretto di Kavaja, in quanto si trova in prossimità del fiume Shkumbini e della sua foce nel Mar Adriatico.

Castello di Canina

A circa 15 minuti di automobile da Valona si trova un castello la cui storia inizia durante l’età del bronzo. Nel XVII secolo all’interno della mura racchiudeva 300 case di pietra e la Moschea, la cittadella era connessa al resto del castello con una porta ad est. Fu distrutto nel 1690 dai bombardamenti veneziani ed abbandonato nel XIX secolo. Subì notevoli danneggiamenti durante le due Guerre Mondiali. Dal castello si gode di un’ottima vista su tutto il golfo di Valona. Non è uno dei più bei castelli che abbiamo visto in Albania, comunque se siete nei dintorni ve lo consigliamo. Noi abbiamo parcheggiato in prossimità del castello e siamo entrati, solo a giro finito ci siamo accorti che dalla parte opposta c’era la biglietteria che comunque era chiusa (anche se in base all’orario affisso doveva essere aperta).

Castello di Girocastro
La Fortezza della città d’argento si trova a Gjirokastër nota per essere la città natale di Enver Hoxha e per il libro La città di pietra di Ismail Kadaré (LEGGI: I LIBRI PER VIAGGIARE IN ALBANIA). Il castello risale al I secolo a. C. La leggenda narra che la principessa Argyro morì lanciandosi da una torre del castello per evitare che Argirocastro fosse presa dai nemici, proprio in suo onore il castello prese il nome di Argyropolihne. Nel XIX secolo, dopo essere stato sotto Visigoti, Unni, Ostrogoti e Normanni, divenne un popolo importante della resistenza degli albanesi contro gli Ottomani. Fu ristrutturato da Ali Pasha di Tepelene e le prigioni, attualmente visitabili, furono ampliate da Zog I, per essere successivamente utilizzate per detenere prigionieri politici durante il regime comunista. All’esterno del castello si trova una carcassa di un aereo spia americano che serviva a ricordare agli abitanti la necessità di essere fedeli al regime. L’ingresso al castello costa 200 lek così come il museo delle armi. Si gode di un bellissimo panorama sulla valle del Drino. Per avere maggiori informazioni sulla città di Girocastro clicca qui.
Castello di Kruje 
Il castello di Kruje fu fondato molto probabilmente dagli Illiri. La fortezza è nota per la sua inespugnabilità e per essere stata una delle roccaforti di Scanderberg durante la resistenza contro gli Ottomani. All’interno della cittadella, che si narra fosse ricca di sorgenti (a ciò dovrebbe proprio il suo nome) si trovano alcuni musei, uno dedicato proprio all’eroe albanese Scanderberg, negozi, ristoranti e una moschea. Noi non l’abbiamo visitato ma i nostri inviati speciali ce ne hanno parlato come di un logo molto turistico, forse per la vicinanza a Tirana da cui dista solo 32 km,  se quindi amate ammirare i castelli in solitudine non è il posto che fa per voi.
Castello di Berat
Il castello di Berat risale agli Illiri e fu costruito tra il IV-II secolo a. C. è una fortezza enorme che si trova vicino al fiume Osum, da cui si gode di una bella vista. Il castello ha base triangolare e le mura perimetrali hanno ben 24 torri, al suo interno racchiudeva quasi 20 chiese e una moschee, ad uso dei soldati turchi. Gli edifici racchiusi all’interno risalgono al XIII secolo. Il Castello fu bruciato dai Romani nel 200 a.C., l’imperatore bizantino Teodosio II e in seguito Giustiniano I decisero di rafforzare e ricostruire le mura. La ristrutturazione più nota è quella che avvenne con il despota dell’Epiro, Michael I Comneno Doukas. Attualmente il castello di Berat è visitabile e al suo interno vi sono molti negozi di artigianato locale, alcuni musei e molti ristoranti. Vi consigliamo di visitarlo al tramonto e di fermarvi a cena dopo esservi persi a passeggiare nelle stette  viuzze medioevali. Il castello è raggiungibile sia in automobile sia a piedi (circa 1 km in salita), la strada è scivolosa e si presta male ad essere percorsa con carrozzine e passeggini. Per maggiori informazioni su Berat leggete qui.

Se ne conoscete altri attendiamo i vostri suggerimenti!

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