La Tenuta di San Rossore: un parco naturale a due passi dalla città

A due passi dalla città di Pisa, si trova un bellissimo parco, i cui paesaggi spaziano dai boschi mesoigrofili alle dune costiere, dalle lame aperte alle pinete, dalle pasture ai terreni agricoli, tutto questo e anche di più é la Tenuta di San Rossore, facente parte del Parco naturale Migliarino, San Rossore Massaciuccoli, istituito nel 1979.

Da sempre luogo preferito dai pisani per scampagnate e pic-nic, la Tenuta di San Rossore offre la possibilità di immergersi in una natura fiorente, ricca di flora e di fauna.Tenuta di San Rossore

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Appena arrivati al parco, in un bel prato intorno alle Cascine Nuove siamo accolti da una scena quasi idilliaca: un branco di daini pascola disinvolto, il capobranco al centro sfoggia le sue ramificate corna. Non saranno gli unici animali che vedremo e sentiremo nel corso della giornata, come avremmo modo di raccontarvi è infatti moltissima la fauna che vive nei diversi ambienti della Tenuta di San Rossore.

Oltre alle bellezze naturali, cantate anche da D’Annunzio, il Parco ospita la ex-villa presidenziale del Gombo, voluta dal presidente Gronchi, un ippodromo, oltre a due basi militari, di cui una americana.

Come visitare e cosa fare alla Tenuta di San Rossore fai da te, con passeggino e con bambini

L’accesso alla Tenuta di San Rossore è libero solo in alcune zone. Tutti i giorni é aperta la zona delle Cascine Nuove, della Sterpaia, mentre la domenica e i festivi è possibile avventurarsi lungo alcune strade bianche e sentieri come la via del Gombo, una bella strada dritta costeggiata da altissimi pini, che porta vero il mare. L’accesso alla zona costiera è però possibile sono in occasione di visite guidate, che speriamo aver presto l’opportunità di fare la spiaggia è infatti uno dei rari esempi di arenili rimasti allo stato naturale (qui sono stati ritrovati i resti di un insediamento preistorico i cui reperti sono visibili presso il Museo di Storia Naturale di Calci).Tenuta di San Rossore

Noi ci siamo addentrati nella tenuta seguendo via del Gombo con una carrozzina doppia e una singola. La strada è larga e non presenta nessun problema.

La percorribilità di via del Gombo è interrotta ad un certo punto, all’altezza di via dei Pini. Da lì si può proseguire a destra lungo via dei Pini, fino ad arrivare al fiume Morto e alla Riserva del Paludetto, una depressione dove l’acqua ristagna, tra le radici di ontani e frassini e il terreno è ricoperto di una soffice e bassa erbetta; qui i passeggini devo fermarsi perché il sentiero diventa stretto e troppo disconnesso, mentre gli altri possono proseguire sino ad arrivare all’ippodromo e alla Sterpaia.

Tornando indietro da via dei Pini oppure da via del Gombo (facendo il percorso inverso) è possibile attraversare una serie di paesaggi naturali caratteristici della Tenuta seguendo il percorso Sabrina Bulleri, accessibile per i disabili e i passeggini.

Il percorso realizzato in modo non invasivo permette di avventurarsi nei diversi tipi di bosco presenti e di approcciarsi in un modo differente alla natura. Lungo il sentiero si trova infatti un osservatorio faunistico, una postazione per ascoltare i diversi suoni emessi anche sulle alte fronde degli alberi, oltre a una stazione per la vista e i colori e una dedicata al tatto, per sperimentare di persona le differenze tra i lecci e  le farnie, due querce molto differenti tra loro.Tenuta di San Rossore

Il percorso Sabrina Bulleri è ben segnalato, lungo meno di 2 chilometri, ideale da fare con i bambini ed è accessibile sia da via dei Pini che da via del Gombo. Noi durante il cammino abbiamo avvistato più volte un branco di daini che correva da una parte all’altra e abbiamo potuto sentire il rumore del picchio che con il suo becco batteva su un tronco.

 

san rossore

Qualche settimana dopo la nostra visita a San Rossore siano tornati e abbiamo seguito un percorso differente: siamo partiti dalle meno frequentate Cascine Nuove, con i loro numerosi abbeveratoi per i dromedari (che un tempo abbondavano a San Rossore). Dopo un giro per le Cascine Nuove, un incontro con i daini e un’occhiata all’Arno dall’argine a cui si accede da un cancello posto tra il circolo e la scuola siamo andati in zona Le Mandriacce, seguendo il limitare della zona accessibile lungo Fosso delle Cateratte, abbiamo poi svoltato seguendo via della Scaletta per seguire poi un sentiero nel bosco perpendicolare a via delle aquile randagie.

 

Per far felici genitori e bambini poi è possibile concludere la giornata alla Sterpaia, scuderia in stile piemontese fatta costruire nella seconda metà del mille ottocento da Vittorio Emanuele II, per allevare i suoi cavalli purosangue, poco dopo però l’edificio fu riconvertito in vaccheria. Ancora oggi oltre che prendere un caffè o un gelato presso il bar – ristorante (o dormire in una delle camere ricavate nella ex-scuderia è possibile ammirare da vicino cavalli e mucche. Nel prato antistante ci sono altalene, scivoli e altri giochini con cui i bambini possono divertirsi e ricaricarsi.

Così come i daini ci avevano dato il benvenuto, prima di andarcene riceviamo l’arrivederci da un piccolo cinghiale avventuratosi fino alle automobili.

 

 

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