Eremo della Spelonca

Antica testimonianza del fervore eremitico che pervase i Monti Pisani nel XI-XIII secolo, l’Eremo della Spelonca (Provincia di Pisa) è facilmente raggiungibile a piedi, dopo una bella passeggiata lungo un versante del Monte Cupola (440 m).
L’eremo fu fondato alla fine del XII secolo dagli eremiti neri, monaci più che veri eremiti, che sceglievano di vivere in luoghi isolati ma in piccole comunità e di prestare assistenza religiosa alla popolazione che viveva nei dintorni.

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Come arrivare all’Eremo della Spelonca

Dopo aver controllato che le nuvole accompagnino la nostra escursione (come avviene sempre) guidiamo fino a San Giuliano Terme e da lì prendiamo la strada che porta a Lucca. Ci fermiamo subito prima dell’inizio del traforo, all’altezza di un ristorante.

Parcheggiamo e proseguiamo a piedi. Lungo una strada sterrata in leggera salita. Al primo bivio proseguiamo dritto oltrepassando la sbarra che chiude il passaggio a tutti i tipi di veicolo, grazie ad un tornello sulla sinistra. Il sentiero sterrato è circondato da piante aromatiche che riempiono l’aria di profumi mediterranei. La vegetazione è bassa e il panorama è stupendo.

Le scalette

Superiamo alcuni edifici in rovina, una cava di pietra e arriviamo in uno spiazzo da dove si gode una buona vista su Santa Maria del Giudice. Un gruppo di cartelli indica le direzioni dei diversi sentieri del CAI. Svoltiamo a sinistra e continuiamo a salire.

Mi fermo a riprendere fiato. L’altro Rintronauto invece scalpita.

Dopo poco la vegetazione diventa boscosa. Siamo dentro una galleria di piante che si chiudono ad arco sopra di noi, a quel punto vediamo la chiesa che sbuca tra gli alberi

Eremo della SpeloncaEremo della Spelonca

La radura è piccola. La chiesetta di pietra, ad un unica navata, al suo interno conserva ancora le tracce dei dipinti ottocenteschi e dell’altare. La facciata e la volta risalgono a quel periodo le strutture sono più antiche. Fuori una scalinata in pietra porta in una specie di piazzetta. Numerose sono le buche di palo nella roccia probabilmente usati per coperture o strutture in legno. Sul fianco opposto della chiesa c’è una vasca anch’essa scavata nella roccia e poco più in là una cisterna. Sullo stesso lato si trova la spelonca che ha dato il nome all’eremo. Una scala conduce nell’antro, lungo e stretto.

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La spelonca

All’interno si sente il debole rumore di qualche goccia d’acqua che cade, su un lato si possono ammirare delle formazioni stalattitiche e stalagmitiche. La luce del sole filtra a malapena in quella fessura. Un muretto contenitivo con alcune pietre lavorate fa pensare ad altre strutture lignee.

L’Eremo della Spelonca è molto bello, mangiamo sulle rocce vicino alla vasca. Torniamo indietro cercando di immaginarci la vita di questi monaci, ad un tratto vedo una sagoma lungo il sentiero di ritorno, mi riscuoto è solo una pianta, non un monaco o un eremita che camminava diretto chissà dove.

La visita è molto piacevo ed è un modo per riscoprire una parte della storia del nostro territorio meno nota.

interno della Chiesa

 

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