Il lago salato del Tuz Gölü

Il Tuz Gölü è un lago salato, il secondo lago più grande della Turchia. Di solito è escluso dalle mete turistiche più in voga, ma è un ottimo posto da visitare, soprattutto se non siete mai stati su un lago salato.Tuz GölüDopo esserci resi conto che arrivare con i mezzi pubblici sulle sue sponde sarebbe stata un’impresa titanica, abbiamo deciso di noleggiare un’automobile e di visitarlo in combinazione con la città sotterranea di Derinkuyu e del caravanserraglio Agzikara Hani (di cui avremmo modo di parlarvi).Il minareto pendente di Aksaray, Tuz Gölü

Da Goreme siamo così andati verso Derinkuyu e da lì verso Aksaray. Oltrepassata la città, dove da buoni pisani siamo andati a vedere il minareto pendente, c’è un bivio che ci manda in confusione, ovviamente abbiamo un’opinione opposta sulla strada da seguire per accedere più comodamente al Tuz Gölü : la guida non ci può essere d’aiuto poiché non menziona neppure il lago (ma questo lo sapevamo già) ma su internet avevamo letto che ci sono dei luoghi attrezzati per accedervi. Alla fine prendiamo la strada che segue la direzione nord, guidiamo per chilometri e chilometri sulla superstrada che passa di fianco al lago (ma piuttosto lontano, tanto che è visibile solo per alcune centinaia di metri) finalmente troviamo il modo di prendere una strada che va verso di esso. Dopo poco la strada diventa una pista che continuiamo a seguire affascinati da quel paesaggio piatto e deserto, fino a che sulla nostra sinistra vediamo, a qualche decina di metri da noi, una distesa bianca. Mano mano che ci allontaniamo sempre di più dalla nostra Renault Simbol la distesa sotto i nostri piedi diventa sempre più bianca e solida, mentre all’inizio era solo un sottile residuo di sale sopra del fango. Il lago d’estate è sottoposto infatti ad una massiccia evaporazione che lo porta a ridurre notevolmente il suo bacino e a lasciare dietro di sè uno spesso strato di sale.Tuz Gölü

 

Non c’è anima viva, intorno a noi il silenzio è rotto solo dal frusciare degli uccellini che stanno tra la bassa vegetazione che cresce lungo la sponda. L’aria è pesante e quasi insopportabilmente calda, non c’è un filo di vento che ci aiuti a regolare la nostra temperatura corporea. Siamo in un deserto di sale e ovviamente da esperti Rintronauti non ci siamo portati dietro neppure una goccia d’acqua che possa placare la mia sete perenne (figuriamoci in un posto come questo!). Le uniche tracce di presenza umana che scorgiamo sono le nostre stesse impronte.Tuz Gölü

Di fronte a noi l’azzurro del cielo si fonde con il bianco del terreno creando uno strano effetto ottico per cui incito a proseguire credendo che lo sfarfallio che vedo all’orizzonte sia l’acqua del lago che riflette il sole. Dopo aver percorso vari chilometri senza però trovare l’acqua, mi persuado di essere stata vittima del mio primo miraggio e esultando (per il miraggio) iniziamo a tornare verso la povera Renault Simbol, abbandonata sul ciglio della pista.

Tuz Gölü

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