Viaggiare con i bambini sì o no?

Viaggiare con i bambini Viaggiare con i bambini è una delle tante tematiche su cui abbiamo riflettuto a seguito della nostra visita a Castiglion del Terziere  quando siamo stati indotti a pensare al fatto che molti genitori non porterebbero i propri figli in un luogo così.

Ci siamo chiesti quindi perchè sia “giusto” viaggiare con i bambini, anche i più piccoli, e abbiamo stilato una serie di motivazioni che ci portano a portare in giro Adele che ormai ha 2 anni e mezzo!

Spesso mi è capitato di sentire che il viaggio non è cosa da bambini, che i bambini hanno bisogno di luoghi fatti per il loro divertimento, pertanto se uno deve andare in vacanza o in giro conviene scegliere un posto da “famiglie”. Premetto che sia importante trovare un compromesso e individuare dei luoghi che interessino anche ai nostri piccoli ma non credo che sia fondamentale orientare tutta la “vacanza” o la giornata per farli divertire e che solo i posti per bambini possano interessare ai bambini.

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Viaggiare con i bambiniVorrei infatti precisare che i bimbi necessitano di ben poco per divertirsi, almeno fino ad una certa età, già stare all’aria aperta, poter correre e passeggiare, vedere cose diverse è per loro un divertimento sopratutto se le attività sono proposte in modo motivante. Dipende anche da come sono abituati durante l’arco dell’anno e da come ci si organizza per farli svagare e divertire in contesti diversi. Sicuramente una piccola dose di noia è da mettere nel conto, ma è forse un male? Vi consigliamo inoltre di rispettare sempre le routine che seguite a casa per quanto possibile, per i bambini è fondamentale!

Far viaggiare i bambini, portarli a vedere i musei, le mostre, i castelli, i siti archeologici o semplicemente fargli ammirare un bel panorama o fare una bella passeggiata nella natura serve a farli entrare in contatto con una dimensione della nostra storia, della nostra cultura e per fargli apprezzare il bello. Con questo non voglio dire che un bambino di 2 anni capirà e comprenderà il significato dei reperti esposti in un museo ma che l’esposizione al bello, alla cultura, al sapere, all’altro diverso da sé contribuiranno alla definizione della sua identità, dei suoi gusti e allo sviluppo dello spirito critico.Viaggiare con i bambini

Come afferma Dewey l’esperienza diviene educativa quando produce e favorisce l’acquisizione di nuove conoscenze e l’arricchimento dell’individuo stesso. Viaggiare riassume tutto questo e contribuisce a creare una forma mentis aperta al nuovo, al diverso, al rispetto e all’accoglienza oltre che alla riflessione. Seguendo l’ottica della Montessori esporre i bambini alla varietà del mondo è un modo per permettergli di scegliere e di dargli gli strumenti per decidere quello di cui in quel momento necessitano e che si confà più a loro.

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Viaggiare come dice Franco Cambi è riconducibile all’attraversare spazi ed è fondamentale poiché occasione per riflettere e rileggere le proprie esperienze e per definire meglio la propria identità, ciò è vero con adulti, adolescenti e preadolescenti; se ci riferiamo alla prima infanzia possiamo dire che è un modo per fare esperienza e per mettere in loro dei semi che il bambino coltiverà con il passare del tempo.Viaggiare con i bambini

Consigli per viaggiare con i bambini

Per affrontare al meglio viaggi e viste a musei, mostre, castelli e quant’altro consigliamo però di non obbligare i bambini a stare fermi e ad ascoltare ma di trovare dei compromessi senza dare noia agli altri utenti. L’esperienza dovrà essere piacevole per tutti e calibrata in base all’età. Anzitutto non sottoponeteli a visite troppo lunghe, calcolate sempre bene i tempi per non farli coincidere con il momento dei pasti (o portatevi il pasto dietro per il bambino se si può mangiare nel luogo dove siete). Anche fuori dal momento dei pasti ricordatevi di Viaggiare con i bambiniportare sempre dietro qualcosa da mangiare e da bere per i vostri piccoli, qualche foglio e delle matite o dei pennarelli per fargli passare un po’ di tempo se si stanno annoiando, un paio di libri (meglio se è un po’ che non li legge o guarda), piccoli puzzle, il passeggino (anche se il bambino cammina da solo e non lo gradisce tanto) per farlo riposare. Se è già grandicello potete coinvolgere in vari modi: potete comprare una guida per bambini (e studiarvela prima), dargli l’incarico di tenere una mappa e di guidarvi, trovare le opere, quadri o statue che avete visto nella guida o sui depliants o che vi siete stampati in precedenza.

Vi consigliamo inoltre una volta tornati a casa di far ripensare ai vostri piccoli a quello che avete fatto insieme, all’esperienza vissuta positivamente, ricordando le parti più piacevoli e divertenti cosicché il bambino e voi non vediate l’ora di ripete l’esperienza!

In conclusione pensiamo che viaggiare con i bambini sia una grande fonte di stimolazione per loro, certo per i neo-genitori il modo di viaggiare cambia e almeno per i primi anni sarà meno spensierato e coinvolgente e un pochino più faticoso ma sicuramente sarà interessante e motivo di crescita personale! Vi darà inoltre l’occasione di relazionarvi in modo diverso agli abitanti del posto e di vedere le cose da una prospettiva diversa!

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Lubiana con i bambini

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