La Cascata di Moraduccio

Da qualche mese siamo venuti a conoscenza dell’esistenza della bella cascata di Moraduccio (Firenze) sull’Appennino Tosco – Emiliano. La scorsa domenica abbiamo deciso di andare a verificare con i nostri occhi e non ne siamo stati affatto pentiti.La Cascata di Moraduccio

La cascata si trova proprio pochi metri prima del confine tra la provincia di Bologna e quella di Firenze ed è a circa 15 km da Firenzuola. Arriviamo a Barberino del Mugello con l’autostrada e proseguiamo poi lungo la strada normale per circa un’ora. Arrivati scorgiamo subito sull’altra sponda del fiume Santerno, un affluente del Reno, una paese abbandonato, avvolto dalla vegetazione: il borgo di Castiglioncello.

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Parcheggiamo l’auto poco prima del paese, lungo la statale, dove ce ne sono altre quattro e scendiamo lungo la strada asfaltata. Più avanti troviamo altre auto parcheggiate (non è possibile arrivare fino a qui in macchina, la zona è ZTL), oltrepassiamo un ponticello e davanti a noi compare la cascata detta Rio dei Briganti: un getto d’acqua di una ventina/trentina di metri che si riversa nelle acque cristalline del corso d’acqua.

La Cascata di Moraduccio

Attraverso un sentiero scendiamo fino alla riva dove ci sono un po’ di persone: chi fa un pic-nic, chi prende il sole disteso su lisce ed enormi pietre che si sono staccate.

Il fiume è ricco di pozze scenografiche e ideali per fare il bagno. Il rumore dello scrosciare dell’acqua ci avvolge completamente.

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il fiume Santerno

Sul lato opposto, quello della cascata, in un pilone che doveva sorreggere un ponte mai terminato, si fa la brace, come fosse un forno. Il luogo è magnifico: immerso nella natura, tranquillo e molto bello.

Dopo un po’ proseguiamo per lo sterrato sentiero in salita che porta all’antico borgo. Sembra che la storia di Castiglioncello sia iniziata fin dal IX secolo come borgo fortificato sotto il controllo di Bologna. La Cascata di Moraduccio vista dal paese di CastiglioncelloIl paese si trovava anche allora lungo il confine tra le due importanti città e sembra che una famiglia che risiedeva nel borgo imponesse alti dazi sulle mercanzie che transitavano lungo la strada. Fu così che Firenze decise di costruire Firenzuola e di modificare il tracciato della strada per attraversare il confine. Per un po’ nel XV secolo fu anche indipendente, ma poi la costruzione di nuove infrastrutture tesero a isolarla sempre di più e ben presto iniziò a spopolarsi, Nel 1833 contava 63 abitanti, nel 1931 solo 31, negli anni sessanta più nessuno ci abitava.

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Quando arriviamo in cima troviamo uno stretto sentiero che costeggia le mura e ci conduce sulla strada principale, completamente invasa dalla vegetazione.

Le case sono ben conservate e in alcune, facendo molta attenzione, è possibile anche entrare. Il piano terra è occupato dalle stalle e il primo piano era abitato. Ovunque ci sono graffiti e disegni lasciati negli anni dai visitatori. Dalle finestre delle case si vede la cascata in lontananza. L’edificio della dogana è ben conservato.La chiesa di Castiglioncello

In fondo al paese c’è la chiesa di SS Giovanni e Paolo, con la volta in parte ancora conservata. In terra troviamo strane bottiglie e la riproduzione di alcuni volantini nazisti. Il paese è molto ben conservato ed è molto piacevole esplorarlo. Sul lato opposto della chiesa si trova un’altra propaggine del borgo, che versa però in condizioni peggiori.

Sembra che proprio da questa strada sia passato Goethe in occasione del suo viaggio in Italia.

Finita l’esplorazione torniamo a riposarci nei pressi della cascata. Per oggi niente bagno, ma torneremo per buttarci in queste acque invitanti.

Al ritorno purtroppo ci troviamo immersi nel traffico causato dalla fine del Gran Premio di MotoGP del Mugello, che in quel giorno ha registrato il record di biglietti venduti!!!

 Si raccomanda di tenere sempre un comportamento rispettoso dell’ambiente, di portare via la propria immondizia e di evitare comportamenti incauti, quali allontanarsi troppo dalla riva, stancarsi eccessivamente nuotando, fare il bagno dopo un pasto pesante o il consumo di alcolici.

La Cascata di Moraduccio

il borgo abbandonato di Castiglioncello
interno del paese di Castiglioncello

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6 thoughts on “La Cascata di Moraduccio

  1. Molto interessante,sono stato anch’io alle cascate di Moraduccio ma non mi era venuto in mente di visitare il borgo!In seguito vi mando gli estremi di un libro del CAI di Imola che parla di tutte qulle zone alconfine.Bravi continua te così e mettete in rete.Un fiorentino a Bologna ( per ora )

  2. Renato Palloni il said:

    veramente interessante, io sono nato proprio li;
    preciso che la cascata , a parte nomi fantasiosi si chiama cascata di Ternara ed è generata dal rio Canaglia o fosso della Canaglia … che poi vi siano o vi siano stati dei briganti è normale in quanto sia-mo sulla linea delle dogane… Moraduccio, Faggiola etc… Era norma dei Medici spostare i confini oltre i crinali per motivi strategici e di controllo.

  3. grazie mille x la dritta!
    abbiamo passato una giornata fantastica.
    il posto e’ bellissimo.
    una precisazione pero’:
    abbiamo parcheggiato giu’ al fiume come tanti altri ,non accorgendoci che all ‘inizio della strada c’e’ un bel cartello di divieto d’accesso!
    risultato : 80 euro di multa x tutti , moto comprese !!

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