In viaggio col Monsone (Thailandia, Laos, Cambogia)

AyutthayaA gennaio quando abbiamo iniziato a pensare in modo più concreto al nostro viaggio estivo ci è venuta voglia di vedere una vegetazione dirompente e rigogliosa, piante e un’ architettura a noi nuove e fuori dai nostri schemi e una cultura totalmente differente: la scelta è così ricaduta su tre stati dell’Indocina, la penisola che si protende verso l’Indonesia, bagnata dall’Oceano Pacifico e dall’Oceano Indiano. Una terra ricca di suggestioni, di cui numerosi scrittori hanno raccontato con nostalgia. Una terra che per i suoi fiori, per i suoi frutti, per i suoi odori e per la sua spiritualità non può essere dimenticata facilmente ma il cui ricordo rimane dentro e lacera chi non vi fa più ritorno.

Abbiamo così scelto di fare un viaggio in Thailandia, Laos e Cambogia, nonostante luglio sia in piena stagione delle piogge. Inizialmente eravamo un po’ indecisi perchè le uniche notizie che trovavamo non erano molto incoraggianti, ma poi a pensarci bene non ci dispiaceva neppure l’idea di provare il monsone sulla nostra pelle (viaggio meteorologico oltre che culturale e naturalistico!).

Siamo partiti i primi di luglio e il rientro era previsto per il 26.

In viaggio col monsone

La nostra prima tappa (a parte una mezza giornata ad Istanbul) è stata Chiang Mai, nel nord della Thailandia, dove la pioggia è caduta per un pomeriggio intero poi è stato il turno di Chiang Rai, cielo nuvoloso ma niente pioggia. A Chiang Khong abbiamo passato il confine con il Laos e ci siamo imbarcati sulla slow boat sul Mekong che in due giorni (con sosta a Pakbeng) ci ha portato a Luang Prabang, affascinante ed emozionante città coloniale che regala scorci indimenticabili sulla vita laotiana e sul paesaggio circostante. Da Luang Prabang uno scassatissimo volo della Vietnam Airlines ci ha portato a Siem Reap, per visitare l’immenso sito dei templi dell’Angkor Wat. Il tempo è stato clemente anche in questa occasione, qualche pioggia leggera verso le 20, abbiamo anche avuto la fortuna/sfortuna di un giorno di sole pieno! Dalla Cambogia siamo poi passati di nuovo in Thailandia e abbiamo soggiornato per qualche giorno a Bangkok, la sue frenetica capitale. Durante la nostra permanenza non è caduta neppure una goccia di pioggia. All’aeroporto abbiamo salutato il Monsone, che in realtà è stato il grande assente di questo viaggio, con rammarico della popolazione che vive di agricoltura e pesca.

in viaggio col monsone

In definitiva siamo stati soddisfatti della nostra scelta: viaggiare in Thailandia, Laos e Cambogia durante la stagione delle piogge permette di vederle in un momento di minor affluenza di turisti e viaggiatori, che comunque sono numerosi, e quindi di godere di più delle bellezze che queste terre a noi remote offrono. Il ritardo del monsone ci ha permesso di rimanere più asciutti (anche se ci siamo trovati più volte ad invocare la pioggia) ma non ci ha permesso di vedere l’Angkor Wat che si rispecchia nei fossati colmi di acqua, le farfalle che svolazzano numerose da una pianta all’altra (ne abbiamo potute vedere poche) e l’allagamento del villaggio di di Kompong Pluk. Non per questo abbiamo di che rammaricarci, è stato un viaggio splendido e appassionante, sicuramente non avrebbe perso niente con un po’ di pioggia in più, mentre qualche turista in meno vi possiamo assicurare che non guasta mai!!

Bangkok, venditrice di corone di fiori

In viaggio col Monsone (Thailandia, Laos, Cambogia)

 

One thought on “In viaggio col Monsone (Thailandia, Laos, Cambogia)

  1. Tutto sommato vi è andata bene comunque! Peccato per l’Angkor Wat, ma molto meglio vivere i luoghi senza le orde di turisti!