Cosa vedere in un weekend a Mantova

Gennaio si sa non è proprio un mese allegro: il tempo è brutto, fa freddo e l’estate sembra lontana come non mai. Per rallegrare un po’ questo nostro primo mese del 2015 (complice anche un regalo azzeccato) abbiamo deciso di partire per un breve weekend alla scoperta di Mantova.

Di questa città non conoscevamo molto se non genericamente i suoi fasti sotto la guida della famiglia dei Gonzaga che la resero una delle città più importanti d’Italia e con legami con tutta l’Europa.Mantova

Uscendo dall’autostrada A22 abbiamo la fortuna di venir subito indirizzati sulla SP10 che ha il merito di darci una visione della città quasi surreale: la vediamo emergere maestosa dalle calme acque lacustri con i suoi monumenti più importanti che sembrano quasi strabuzzare fuori dal quel lembo di terra. Mantova è infatti circondata su tre lati dalle acque di tre laghi artificiali (Lago Superiore, Lago di Mezzo e Lago Inferiore) costruiti nel XII secolo per renderla più difendibile. Il colpo d’occhio è molto scenografico e ci impressiona.

Attraversiamo il ponte in auto e parcheggiamo gratis lungo la strada che costeggia il Lago di Mezzo, nei pressi di Castel San Giorgio. È freddo ma è una bella giornata, in giro non ci sono molte persone. La prima cosa in cui ci imbattiamo è proprio il Castello di San Giorgio, nato come fortezza intorno al XIV secolo e divenuto, grazie a modifiche successive una residenza signorile. Bello e maestoso, nel suo chiaro stile rinascimentale si rispecchia nelle placide acque del lago. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare a visitarne l’interno, in quanto ancora chiuso a causa del terremoto del 2012. Davanti a noi, dopo pochi passi, appare la graziosa casa del Rigoletto, una casa quattrocentesca che accoglie il visitatore con un piccolo portico e un altrettanto piccolo giardino in cui è stata collocata una statua del Rigoletto.Dalla strada del castello si arriva in piazza Sordello dove si trova l’immenso Palazzo Ducale: il palazzo deve le sue enormi dimensioni all’usanza da parte di ogni nuovo capo di Mantova, che apparteneva alla famiglia Gonzaga, di edificare la propria residenza attigua al Palazzo del Capitano, nucleo originario, contribuendo così ad aumentarne la superficie.

Il biglietto per entrare nel Palazzo Ducale costa 6,50 euro, da ricordare che è possibile acquistare la Mantova Musei Card al prezzo di 15 euro che permette di accedere al Museo di Palazzo Ducale, il Museo di Palazzo Te, il Museo della Città di Palazzo San Sebastiano, il Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” e il Teatro Scientifico Bibiena. Noi visto che avevamo solo due giorni scarsi a disposizione e che il meteo prevedeva sole per entrambi, abbiamo optato per non acquistarla poichè intenzionati a goderci ciò che la città offriva a cielo aperto.Mantova

La rettangolare piazza Sordello offre un bel colpo d’occhio, da lì proseguiamo sotto i loggiati di via Broletto, con ristoranti che offrono pranzi a prezzi molto interessanti, e giungiamo nella bella piazza delle Erbe chiusa sulla sinistra da Palazzo della Ragione e dalla Rotonda di San Lorenzo. Entriamo all’interno della Rotonda di San Lorenzo (ingresso a offerta): l’edificio sembra sia stato costruito su uno precedente di età romana, anche se la tradizione vuole che colei che ne volle la costruzione fu Matilde di Canossa. Rotonda di San Lorenzo La Rotonda fu in seguito dimenticata e riscoperta e restaurata solo con gli inizi del XX secolo.

Girovaghiamo un po’ per le viuzze affacciandoci sui canali che offrono alcune belle vedute finchè affamati non ci fermiamo a mangiare una ottima pizza al taglio in una pizzeria. Riprendiamo il nostro vagare passando per la piazza della Lega Lombarda, passiamo fuori dal Museo di Palazzo d’Arco e arriviamo fino al Palazzo Tè. Mantova in origine aveva un quarto lago che insieme agli altri tre la rendeva un’isola, anzi tre isole; sulla terza isola, la più piccola, fu fatto costruire il Palazzo Tè.

Dopo essere tornati verso il Palazzo Ducale paghiamo il biglietto e entriamo. La visita ci prende poco più di un’ora, il palazzo è molto bello e il percorso semi-obbligato ci guida alla scoperta della sale riccamente decorate e di alcuni reperti custoditi al suo interno nonché di numerosi quadri.Palazzo Ducale, Mantova Purtroppo la Camera degli Sposi è chiusa in seguito ai danni riportati dopo il terremoto del 2012. Siamo stanchi e il buio è oramai calato, giriamo intorno al Duomo di Mantova e poi ci dirigiamo verso la macchina. Entro le 18 dobbiamo fare il chek in presso l’agriturismo Ca’Guerra. L’agriturismo si trova ad una ventina di chilometri da Mantova, presso Sustinente. La strada piatta ci conduce a questo grande complesso un po’ trascurato. La camera è molto ampia, le pareti hanno la vernice scrostata in alcuni punti. Il bagno è molto carino. Andiamo a cena: un antipasto di salumi, tortellini con funghi e praga e un secondo a base di tacchino (quest’ultimo non eccezionale). Quando usciamo dal ristorante è umido e molto freddo: non abbiamo voglia di guidare fino a Mantova. La mattina il check out è entro le 10 e la colazione viene servita fino alle 9.30. Ci alziamo presto, alle 9.20 siamo già in macchina. MantovaTorniamo sulla SP10 e ci fermiamo a contemplare la nebbia che si dissolve lentamente regalandoci una vista sempre più nitida di Mantova: passeggiamo un po’ nel Parco del Mincio (subito vicino alla strada si trovano alcune sculture di arte contemporanea) e poi andiamo verso Sabbioneta, la città ideale voluta da Vespasiano Gonzaga Colonna nel XVI secolo e dichiarata Patrimonio Mondiale dell’umanità nel 2008.

In conclusione possiamo affermare che Mantova è una città carina, meta ideale per un weekend.

Mantova

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