Viaggio tra Israele e Giordania: itinerario di 12 giorni

Un viaggio tra Israele e Giordania è un’esperienza Terra Santaunica specie per chi come me ha sempre fantasticato su questi luoghi pur non essendo credente. Il potere attrattivo di una terra che ha saputo dar vita alle tre religioni monoteiste che annoverano il maggior numero di fedeli al mondo, di una terra così contesa e così amata ci ha convinto a superare paure e resistenze e ci ha spinto a progettare e a realizzare questo itinerario:

1° giorno: arrivo a Tel Aviv e partenza dopo qualche ora con EL AL per Eilat, arrivo ad Eilat e prima a piedi e poi in taxi raggiungiamo il confine con la Giordania tramite il Terminal di frontiera Yitzhak Rabin, la tassa d’uscita da Israele si aggira attorno ai 100 ILS.
Il passaggio da Israele alla Giordania è abbastanza veloce. Da lì abbiamo condiviso un taxi con altri 3 turisti e ci siamo diretti a Petra, dove abbiamo alloggiato per due notti a Wadi Musa presso l’Amra Palace.

2° giorno: visita allo splendido sito archeologico Petra Cammello in Giordania(di cui hanno parlato ampiamente i miei due compagni Rintronauti visto che hanno potuta vederla più a lungo).

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3° giorno: rientro in Israele con un taxi chiamatoci dall’hotel (abbiamo speso meno ed abbiamo ricevuto un servizio migliore e un’ottima compagnia per tutto il viaggio). Il passaggio del confine dalla Giordania ad Israele è stato più economico (circa 10 euro di tassa d’uscita) ma molto più arduo: ce l’abbiamo fatta a superarlo solo dopo essere stati sottoposti a varie domande sia personali che sul nostro viaggio. In aeroporto invece i controlli divengono più serrati forse perchè il mio compagno di viaggio ha le sembianze arabeggianti (non passiamo mai una frontiera senza perquisizioni varie) ed a forza ci imbarcano i nostri bagagli a mano, arrabbiati torniamo a Tel Aviv da dove con un taxi collettivo raggiungiamo il The Jerusalem Littel HotelGerusalemme.

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Mercato alla Porta di Damasco a Gerusalemme - Israele

4°-7° giorno: Gerusalemme.

8° giorno: prendiamo un’automobile a noleggio prenotata con Sixti per recarci verso il Mar Morto e Masada. Visitiamo la riserva naturale di Ein Gedi ed arriviamo alla cascata di David per poi rilassarci con un bel bagno nel Mar Morto in una spiaggia pubblica (spiaggia di Hamei Zohar) dotata di docce gratuite direttamente sulla spiaggia, di spogliatoi e di gazebi in legno molto utili per ripararsi dal sole (vi consigliamo assolutamente di fare il bagno nel Mar Morto, merita davvero!). Alloggiamo al Masada Guest House Youth Hostel dove ceniamo con 15 euro a testa.

9° giorno: All’alba saliamo verso la fortezza di Masada e ci godiamo uno spettacolo unico che non dimenticheremo facilmente! Dopo una bella colazione al Masada Guest House partiamo alla volta di Haifa facendo tappa al Parco Nazionale di  Cesarea: camminiamo tra le rovine della vecchia città crociata, guardiamo il filmato del Caesarea Experience e rimaniamo totalmente affascinati dall’anfiteatro di Erode che ha come scenografia il mare!.

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10° giorno: Haifa, dove abbiamo visitato i giardini pensili di Bahai (Perchè non ci sono piaciuti Haifa e i giardini pensili di Bahai) e la zona Bat Galim Beach dove alloggiavamo presso il Sea Plaza Residence.

11° giorno: con la nostra auto a noleggio ci dirigiamo a Akko che raggiungiamo in meno di mezz’ora (consigliamo la visita a questa cittadina crociata)

12° giorno: partiamo per Tel Aviv, con volo Alitalia si torna  a casa!Muro di confine tra Israele e Giordania

Di questo viaggio ricorderò i bellissimi paesaggi, le persone, il cibo, gli odori. Proprio qualche mese fa mentre visitavo insieme a mia sorella il presepe artistico di Cigoli sono tornata indietro con la memoria e per un attimo mi è sembrato di tornare a Gerusalemme mentre varcavo la porta di Jaffa.

Non dimenticherò mai come in un paese diviso da profondi conflitti tra i suoi abitanti come lo sono le terre Palestinesi e di Israele, in realtà abbia percepito molte più somiglianze che differenze: Spezie israeliane e arabegli odori inebrianti e forti che emanano dai negozi arabi e da quelli ebrei sembrano gli stessi, non ho notato neppure differenza nel gusto dei cibi, falafel, hummus, muhammara: hanno lo stesso avvolgente sapore indipendentemente dalla religione di chi li ha cucinati, le mani degli artigiani lavorano nello stesso modo.Olive israeliane Non dico che non vi siano profonde differenze tra i due popoli che si contendono le terre che furono la culla delle tre principali religioni monoteistiche ma sostengo che talvolta dovremmo concentrarci principalmente sulle somiglianze per partire da un punto comune per poi affermare le proprie identità come popoli e come credenti. Questi paesi mi hanno rapito con i loro odori e con i loro sapori ma anche con i suoni, con i modi di vestire, i modi di pregare e per la loro storia che trasuda da ogni granello di sabbia, da ogni pietra. Questo viaggio mi ha affascinato e dilaniato allo stesso tempo, mi ha posto di fronte a mille domande alle quali non sono stata capace di rispondere ma a cui tuttora cerco di farlo. Forse  questo è una delle cose che mi piacciono di più quando si viaggia, alla fine il viaggio continua in noi stessi anche quando torniamo nelle nostre case.

 

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