La vasca dimenticata di Bagni San Michele alle Formiche

La Toscana si sa è piena di posti favolosi. Quello di cui vi parliamo oggi è un luogo molto particolare: una vasca termale negli ambienti di un albergo ormai abbandonato, dove è possibile fare il bagno, raggiungibile attraverso una piacevole escursione che vi condurrà anche alla scoperta anche dell’eremo di San Michele alle Formiche.

Bagni San Michele delle Formiche

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L’Eremo di San Michele delle formiche si trova sulla sommità del poggio di Gabbro, in Valdicecina, non molto lontano da Volterra (Provincia di Pisa, Toscana).

Bagni San Michele delle Formiche

COME ARRIVARE A BAGNI SAN MICHELE ALLE FORMICHE

Arrivando con l’auto da Pomarance si vedono chiaramente i resti dell’abbazia che fanno bella mostra di se sulla destra. Si prosegue seguendo le indicazioni per Eremo di San Michele delle Formiche e per Sant’Ippolito, poi per Argiturismo Sant’ippolito. Ad un certo punto sarà necessario svoltare a destra, sempre seguendo le indicazioni per l’Eremo. Noi abbiamo parcheggiato, dopo un tratto di strada sterrata e abbiamo proseguito a piedi. La strada è in salita e conduce ai resti dell’Abbazia fondata nel 1377 dai monaci celestini, ordine fondato da Pietro da Morrone, futuro Celestino V.

L’ESCURSIONE ALL’EREMO DI SAN MICHELE DELLE FORMICHE

Il panorama è molto bello, e non troppo dissimile da quello che dovevano vedere i monaci quando si affacciavano alle grandi finestre.

Dopo aver visitato ciò che rimane della Badia dobbiamo tornare indietro di un pezzo di strada e riprendere il sentiero segnato del CAI che ci condurrà ai Bagni di San Michele alle Formiche, nella valle sottostante. Si vede chiaramente che in occasione di abbondanti piogge il sentiero si trasforma in un impetuoso torrentello, guardiamo in alto mentre il sole viene sovrastato da nuvole grigie e speriamo che la nostra proverbiale sfortuna (con la pioggia) oggi non ci abbia seguito.Bagni San Michele delle Formiche

L’Abbazia fu abbandonata intorno al XVIII secolo, quando sembra che vi fosse rimasto un unico monaco. Il nome deriverebbe dal fatto che durante la festa di San Michele sciami di formiche volanti invadevano l’abbazia e i suoi dintorni, per poi sparire qualche giorno dopo.

Il sentiero ci conduce ai Bagni di San Michele delle Formiche: una struttura termale esistente dal XIII secolo. La leggenda racconta che le sue acque solfuree, ideali per curare malattie come la lebbra, paralisi, malattie artritiche e piaghe, sgorgarono dalla terra da un buco causato dalla campana dell’abbazia che un giorno cadde a valle. La struttura fu acquistata e restaurata da De Larderel, ma agli inizi del XX secolo fu abbandonata.

L’edificio è diviso in due parti dal torrente Radicagnoli, le due parti sono unite da un piccolo ponte coperto che permetteva agli avventori di passare dalla camere alle terme senza dover attraversare il fiumiciattolo.L’albergo aveva otto camere e un ristorante/osteria dove fino agli inizi del secolo scorso coloro che dovevano partire per fare il militare andavano a cena dopo essersi bagnati nelle acque termali.Bagni San Michele delle Formiche

La parte che ospitava i bagni ancora oggi conserva alcune vasche termali: in una stanza con le mura dipinte di celeste c’è ancora una vasca quadrata piena di acqua solfurea, ancora oggi alimentata da un pozzo che è in un angolo.

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Nella vasca ci sono dei gradini che permettono di stare comodamente seduti al suo interno. L’acqua è limpida ma non caldissima, è molto piacevole stare seduti in questa piscina con le pareti celesti sgallate dall’umidità e il sole che entra sia da una piccola finestra posta in alto sia dalla porta che rimane spalancata giorno e notte. Bagni San Michele delle FormicheMuovo con le dita dei piedi i residui polverosi lasciati dall’acqua: questo posto è favoloso e irreale. Questa stanzetta è un tesoro da cui non ci vogliamo separare. Dove ci potrà mai ricapitare di fare un bagno in una piscina abbandonata?

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Il pediluvio era quello che ci voleva prima di affrontare la strada del ritorno, ma prima di riprenderla seguiamo per un po’ il torrente. Bagni San Michele delle FormicheSubito dopo i Bagni c’è una piccola cascata. Seguendo un piccolo sentiero e proseguendo ancora un po’ troviamo una bellissima cascatella di fronte alla quale non possiamo non fermarci per uno spuntino.

L’odore di pioggia si diffonde nell’aria, i nuvoloni da grigi sono diventati neri. Torniamo velocemente sui nostri passi. Ogni tanto qualche gocciolone ci fa alzare gli occhi al cielo per scrutare la situazione, ma fortunatamente inizia a piovere solo quando chiudiamo gli sportelli dell’auto!

Volendo è possibile parcheggiare vicino ai Bagni, senza dover fare tutta l’escursione. Lungo la strada che da Pomarance conduce a Montecerboli sulla destra troverete le indicazioni per i Bagni, potete parcheggiare nel piccolo spiazzo e poi proseguire a piedi, dopo 5 minuti di cammino sarete arrivati.Bagni San Michele delle Formiche

Bagni San Michele delle Formiche

 

8 thoughts on “La vasca dimenticata di Bagni San Michele alle Formiche

  1. Francesca il said:

    Accipicchia è incredibile! Grazie per queste indicazioni, il vostro sito è fantastico! Io conosco posti così ma cerco di pubblicizzarli al minimo perché ne sono veramente gelosa, e voi invece siete stati incredibili! Questo posto poi … pazzesco. Mi sembra giusto darvi qualche indicazione 🙂
    Sempre in Toscana, provincia di Prato, trovate Rocca Cerbaia vicino Vernio, citata anche da Dante, e la cementizia abbandonata sulla strada fra Prato e Calenzano, dalla cui cima si vede anche Firenze. C’è poi il vecchio edificio abbandonato del collegio Cicognini, dove ha studiato D’Annunzio. Di piccoli paesini abbandonati poi ce ne sono un sacchissimo.
    Grazie ancor! Cià!

  2. David il said:

    wow sembra un posto surreale. è facile arrivarci? i sentieri sono facilmente segnalati? ci sono indicazioni dall’eremo per arrivare ai bagni? quanto dura l’escursione che hai fatto tu? grazie mille

    • Ciao David, arrivarci in auto è molto semplice, se segui le indicazioni che diamo nel post! Dall’eremo ai bagni non ci sono indicazioni, almeno non c’erano quando abbiamo fatto l’escursione. Ci sono solo i segni dei percorsi CAI qua e là. Noi nel dubbio abbiamo seguito il rumore dell’acqua. Per quanto riguarda il tempo, si fa abbastanza presto (40/60 minuti), soprattutto all’andata, visto che la strada è tutta in discesa, mentre per il ritorno serve un po’ di più. Spero di esserti stata utile! Per qualunque altro dubbio contattaci!

  3. Francesca il said:

    Ciao ragazzi! Intanto grazie per avermi fatto conoscere questo posto splendido, poi volevo aggiungere qualche appunto, così può essere più utile per chi vuole andare in esplorazione.
    Io ci sono stata giusto ieri e questo è quel che mi sento di aggiungere alla vostra già completa descrizione:
    – l’acqua all’interno dello stabilimento è giusto a temperatura ambiente, purtroppo non è più calda come un tempo (io ho testato anche quella del fiumiciattolo fuori ed è gelata ehehe)
    – non volendo fare tutto il percorso dall’eremo ho seguito le vostre indicazioni
    “Volendo è possibile parcheggiare vicino ai Bagni, senza dover fare tutta l’escursione. Lungo la strada che da Pomarance conduce a Montecerboli sulla destra troverete le indicazioni per i Bagni, potete parcheggiare nel piccolo spiazzo e poi proseguire a piedi, dopo 5 minuti di cammino sarete arrivati.”
    In realtà io di indicazioni per i bagni non ne ho trovata alcuna, ad un certo punto sulla destra c’è un piccolissimo slargo con una cartina dei boschi con scritto “bagni di san michele” e da lì parte la stradolina per scendere ai bagni, ma l’abbiamo notata praticamente per caso e non c’è posto per parcheggiare, noi abbiamo lasciato la macchina in una piazzola 500 mt più avanti.

    Niente, grazie ancora!

    • Lo spiazzo in effetti è molto piccolo e bastano un paio di auto per occuparlo. Peccato che ti sei persa tutto il percorso è molto interessante! Grazie delle precisazioni! Si, l’acqua è solo leggermente tiepida, questo nel post c’è scritto, ma il posto vale sicuramente una visita, non trovi?

  4. Simone il said:

    un piccolo consiglio per chi volesse visitare il posto:
    continuate lungo il corso d’acqua oltre le due cascatelle descritte sopra (100-150 metri), in alcuni punti il passaggio è ostico, ma almeno fino a poco tempo fa erano state fissate delle corde alle rocce. il tutto per ritrovarvi sulla sommità di una cascata di 20-30 metri 🙂
    Non potete sbagliare perché oltre non si riesce ad andare.
    La cascata è questa:
    http://carrozzadergambini.it/images/itinerari/san_michele/12.jpg