I templi e le mura ciclopiche della colonia romana di Cosa

cosa Qualche giorno fa approfittando di una (rara) bella giornata abbiamo visitato l’area archeologica di Cosa a Ansedonia. I resti di questa antica colonia romana sorgono sulla sommità del promontorio di Ansedonia (GR) in una splendida posizione panoramica dalla quale si gode una vista magnifica sull’Argentario e sulla Feniglia. Giunti infatti sull’acropoli il primo pensiero che abbiamo avuto è che iRomani sicuramente sapevano scegliere i luoghi dove edificare le loro città.cosa

Un po’ di storia:

La colonia romana di Cosa fu fondata nel 273 ac. probabilmente per controllare meglio il territorio appena strappato alle città etrusche di Volsinii e Vulci. Nonostante un iniziale sviluppo che porto Cosa a ricoprire una certa importanza strategica dal punto di vista sia militare che economico, controllava infatti sia il traffico marittimo che la via Aurelia, la sua storia subirà frequenti fasi di abbandono e ripopolamento successivo senza mai però riacquistare l’iniziale floridezza. Già nel II secolo ac. iniziò il suo declino, in epoca bizantina forse comprendeva solo dei granai e alcune abitazioni e nel medioevo l’area dell’acropoli fu trasformata in fortificazione che però fu distrutta dalle truppe senesi nel 1329 e da allora la città di Cosa cadde nell’oblio.

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.La visita al sito archeologico inizia forse dai resti più spettacolari dell’antico sito: le possenti mura ciclopiche. Forse anche più massicce di quelle di Roselle ci indicano che i Romani non erano troppo sicuri della fedeltà delle città etrusche appena conquistate. Proseguendo su per la collina si giunge all’edificio che ospita la biglietteria e un piccolo ma interessante museo. Salendo sulla sommità della collina tra antichi ulivi si giunge alla splendida acropoli racchiusa in una seconda cinta muraria che racchiude i resti del Tempio di Giove (poi capitolium) dal quale la vista è mozzafiato.cosa

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Scendendo si trovano ampie aree lastricate, il foro, una grande cisterna e il comitium. Il sito archeologico di Cosa non è molto esteso e può essere visitato in poco più di un’ora. Usciti dal sito archeologico vi consigliamo poi di scendere fino al mare da via Della Tagliata a un paio di km dove è ancora visibile la Tagliata nella roccia, un canale che serviva per collegare e regolare l’afflusso delle acque dell’antico porto di Cosa posto nella retrostante laguna.

l’ingresso all’area archeologica di Cosa è gratuito, l’ingresso al museo nazionale costa 2 euro e la prima domenica del mese è gratuito. L’ingresso all’area archeologica di Cosa è in via delle Ginestre n. 37 Ansedonia, frazione di Orbetello (GR).

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