Villa Deminoff e il Gigante del Pratolino

Villa Deminoff e il Gigante del PratolinoC’è un parco a Firenze con una statua talmente enorme da essersi meritata il nomignolo de il Gigante. Imponente, con i suoi quattordici metri di altezza, rappresenta un un uomo che sta uscendo dall’acqua di un laghetto ed è ancora ricoperto di fango e alghe. La plasticità dell’opera dà proprio l’impressione di aver colto quel colosso in un momento privato, dopo un’immersione ristoratrice. La statua è talmente bella che un detto popolare ricorda come il Giambologna, artista fiammingo autore de il Colosso dell’Appennino, si pentì di aver realizzato un capolavoro del genere a Pratolino, infatti vista la bellezza della statua si dolè di non averla realizzata per un luogo più centrale, da qui il detto: “Giambologna fece l’Appennino ma si pentì d’averlo fatto a Pratolino”. Ad aumentare il fascino di questa opera contribuisce anche il recupero di due ambienti nella parte alta e nella testa del Gigante.Villa Deminoff e il Gigante del Pratolino

Il Parco del Pratolino, dove si trova il Colosso dell’Appennino, è uno dei parchi più grandi e più particolari della Toscana e della città di Firenze ed oggi è conosciuto anche come Villa Demidoff. Dal 2013 è entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Il parco era in passato pertinente alla villa medicea fatta costruire da Francesco I al Buontalenti per la sua seconda moglie, una villa che doveva essere un’elogio allo sfarzo e alla magnificenza tanto da guadagnarsi l’appellativo di Villa delle Meraviglie, ancor prima di essere terminata: giochi d’acqua, fontane, marmi pregiati, giochi di automi, grotte, statue gigantesche, vasche avevano l’intento di stupire ogni visitatore.Villa Deminoff e il Gigante del Pratolino

Ma purtroppo la villa medicea fu demolita nel 1820: fin dalla morte di Francesco I la villa divenne marginale e a parte l’interesse sporadico di qualche membro della famiglia fin dal XVII secolo iniziarono le sparizioni di statue; con i Lorena la proprietà cadde in stato di abbandono, molte statue furono ricollocate nel Giardino dei Boboli e il giardino all’italiana fu trasformato in giardino all’inglese. Ma il suo fascino richiamò ugualmente le attenzioni della famiglia Demidoff, industriali russi che acquistarono il parco, lo ristrutturarono e ricavarono dall’edificio delle paggerie una villa.Villa Deminoff e il Gigante del Pratolino

Oggi il parco non è del tutto visitabile: purtroppo alcune aree come quella dove si trova il fonte di Giove e le due mete di spugna ricavate da un’enorme spugna trovata in Corsica, non sono ancora visitabili. La statua più celebre e magnifica invece è stata restaurata da poco e oggi è visibile in tutto il suo splendore.

All’interno del giardino si trova un’area gioco per bambini, servizi igenici e un punto ristoro, la Locanda. Il parco è ideale per una passeggiata rilassante e un pic-nic. Per visitarlo in modo più approfondito è possibile partecipare alle visite guidate: una con itinerario storico artistico e una con itinerario naturalistico.Villa Deminoff e il Gigante del Pratolino

Il parco è aperto dal 2 aprile al 30 ottobre con orario 10 – 20, solo nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi. L’Ingresso è gratuito. Su prenotazione è possibile visitarlo in altri momenti. Per consultare la mappa e la zona visitabile clicca qui.

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