Spalato

Prima di andare a Spalato (Split, in croato), lessi su un sito internet che Spalato era considerata una delle città più belle del mondo. Pensai che quella frase fosse il frutto di un campanilismo mal celato e non la degnai molto di considerazione, fino a che non vi arrivammo.Spalato

Avevamo preso un traghetto della Blue Lines ad Ancona e ora dopo una notte di navigazione intravedevamo tra le rigogliose palme del lungomare, la facciata della villa di Diocleziano.

Scesi dalla nave ci dirigemmo verso il camping Stobreč Split a circa 8 km dal centro cittadino, piantammo la tenda e dopo un tuffo nell’Adriatico partimmo all’esplorazione della città.

Sapevamo che Spalato era una città unica nel suo genere: infatti è sorta sulla villa/palazzo che l’imperatore Diocleziano si fece costruire nel III/IV secolo d. C.,per ritirarsi a vita privata. Una dei pochi esempi di ville fortificate giunti fino a noi, le mura della facciata davano direttamente sul mare. Con l’invasione degli Avari e degli Slavi nel 614, la popolazione della vicina cittadina romana di Salona, di cui è possibile visitare i resti, si rifugiò all’interno del palazzo e vi si stabilì. Le modifiche dei secoli successivi hanno dato vita alla città dalmata così come possiamo visitarla oggi.Spalato

Fuori dal centro storico Split è caotica e offre un panorama di palazzoni a perdita d’occhio, ma varcate le mura che cingevano la villa, l’ambiente cambia completamente. È assurdo pensare che una città così sia poco celebrata per la sua unicità, nonostante sia stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’umanità dall’Unesco. Varcata una delle porte di accesso i nostri piedi calpestano il marmo bianco levigato e reso scivoloso dal calpestio di chissà quante persone prima di noi.

Spalato

Dobbiamo stare attenti a non scivolare. Il sole si riflette sul bianco del marmo e quasi ci acceca. Le colonne spuntano come alberi. Costeggiamo la Cattedrale, sorta sui resti del mausoleo di Diocleziano e giungiamo al peristilio, una favolosa piazza circondata da colonne. Sui suoi scalini è possibile sorseggiare un caffè servito dal bar di fronte che ha sistemato dei piccoli tavolini tra un gradino e l’altro. E’ molto bello camminare sotto la cupola aperta del vestibolo.

Spalato

Le stradine sono strette e intricate, piene di localini, bar e ristorantini che occupano ogni anfratto. I turisti girano estasiati e sorpresi in quella città/palazzo dove il passato convive con il presente creando una miscela che non si può spiegare, ma solo vivere. Alcuni bambini che giocano a pallone vicino al muro di cinta, sui davanzali e sui muretti ci sono vasi di fiori casalinghi: a Spalato non è una sterile città museo, è un luogo incantato dove è possibile sorseggiare un mojito passeggiando tra le rovine ancora abitate della villa che Diocleziano costruì per farne il suo buon ritiro.

Spalato

Abbiamo visitato anche i sotterranei del palazzo, con il biglietto ci hanno dato anche una cartolina con rappresentata la sua ricostruzione ai tempi dell’imperatore. Belli e suggestivi, hanno contribuito a farci capire la grandiosità della costruzione.

Spalato

 

 

 

 

 

 

 

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