Roupel Bunker: sulle orme della seconda guerra mondiale in Grecia

Ormai sapete bene della passione che noi Rintronauti abbiamo per i bunker, che siano grandi o piccoli, trasformati in centri di arte moderna come il Bunk’Art di Tirana o in musei storici come il bunker a Campo Tizzoro .

Così appena abbiamo visto che nei paraggi c’era un bunker militare costruito nel 1914 ed utilizzato durante la prima e la seconda guerra mondiale, abbiamo lasciato la costa del Golfo di Orfani e di Ierissos per andare verso la Bulgaria in direzione di Serres.

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Il Roupel Bunker faceva parte della linea di fortificazione Metaxas che serviva per proteggere la Grecia da un’eventuale invasione da parte della Bulgaria e che fu teatro di grandi scontri quando i tedeschi durante la seconda guerra mondiale si diressero verso la Grecia.

La visita al Roupel Bunker

La visita al Roupel Bunker è gratuita ed è effettuata da alcuni militari in inglese o in greco. La guida, un militare in servizio, vi condurrà sulla sommità della collina mentre vi narrerà la storia del bunker è possibile rendersi conto di quanto il luogo sia strategico. In seguito vi condurrà nei meandri del bunker, dopo una breve fermata al monumento dei caduti. Il bunker è molto suggestivo, all’interno vi sono alcune scene ricostruite con manichini vestiti da militari con tanto di armi e ad un certo punto il suono di una mitragliatrice che potrà impaurire i più impressionabili ed una piccola cappella. La temperatura è fresca, pertanto consigliamo di portare dietro una maglia. All’ingresso del bunker vi sono il corredo dell’epoca tipico del soldato greco e di quello tedesco e alcune foto che testimoniano alcuni momenti di “vita” nel bunker.

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Come arrivare al Roupel Bunker

Il modo più comodo per raggiungere il forte è quello di noleggiare una macchina o di raggiungerlo con un’automobile propria. Dopo Serres è necessario proseguire verso il confine con la Bulgaria fino a quando non si trovano le indicazioni stradali per raggiungere il bunker. Dopo qualche curva in salita troverete un piccolo posto di blocco con un militare al quale devono essere lasciate le carte d’identità o il passaporto per poter accedere al forte. La strada prosegue per qualche altro minuto fino alla sommità della collina dove c’è un parcheggio sterrato in prossimità dei bagni.

 

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