Palazzi segreti pisani: Palazzo alla Giornata e Palazzo Quarantotti

Palazzo alla Giornata dal LungarnoCome vi andiamo ripetendo da quando è nato questo blog, Pisa, sede dell’antica e nobile Repubblica Marinara, è ben più che Piazza dei Miracoli: la sua storia è ricca e densa di avvenimenti importanti che si intrecciano e spesso hanno fatto la storia con la S maiuscola. Purtroppo però molte delle opere e dei palazzi che la resero grande non sono fruibili al pubblico e per penetrarne i segreti si devono attendere eventi speciali che ne aprano le porte.

In occasione delle Giornate di Primavera del Fai, manifestazione che adoriamo, abbiamo potuto visitare due importanti palazzi pisani il cui accesso non è consentito normalmente a noi comuni mortali: Palazzo alla Giornata, con la sua facciata marmorea che nelle belle giornate si riflette sull’acqua torbida dell’Arno e Palazzo Quarantotti, lungo la via che collega Borgo Stretto a Piazza delle Vettovaglie, che ci ha consentito di approfondire anche alcuni aspetti interessanti della storia della città.

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Palazzo alla GiornataPalazzo alla Giornata, Torre Lanfreducci

Palazzo alla Giornata, oggi sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Pisa, deve il suo curioso nome al motto che campeggia a caratteri maiuscoli sopra la grande porta d’accesso che recita “Alla Giornata”. Il motto fu voluto dal proprietario Francesco Lanfreducci, che però non rivelò mai il significato della scritta. Si pensa che faccia riferimento all’attività militare del Lanfreducci che fu Cavaliere di Malta. Alla Giornata” significa infatti il giorno della battaglia campale, con riferimento allegorico anche ad una battaglia etico-religiosa. Francesco Lanfreducci, al ritorno da Algeri, dove trascorse anche un periodo di prigionia, commissionò la ristrutturazione delle sei antiche torri di famiglia all’architertto fiorentino Cosimo Pugliani che edificò l’attuale palazzo.

Le alte torri erano un elemento comune nella Pisa duecentesca, tanto che i nobili si sfidavano a costruirne sempre di più alte fino a che il Vescovo del periodo non ne stabilì per decreto l’altezza massima. Una di queste torri, la torre Lanfreducci è ancora visibile seppure restaurata nel cortile interno del Palazzo, insieme ad un muro che fu della chiesa di San Biagio, attestata fin dal 1030. Nel cortile è anche possibile vedere le catene che per alcuni furono collocate in ricordo della prigionia di Algeri e per altri sono una parte delle catene che chiudevano la città di Pisa recuperate dopo che furono portate come trofeo a Genova e Firenze. Sicuramente la presenza delle catene nel giardino è storica in quanto uno dei toponimi attestati per la chiesa è San Biagio alla Catene.

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Palazzo alla Giornata, Sala dei Mappamondi

Durante la visita abbiamo potuto esplorare anche alcune sale interne, tra cui la sala Rossa in cui si trova il cherubino, simbolo dell’Università degli Studi di Pisa ed alcune interessanti Accademie, la sala del camino, raffinata e distinta e la splendida sala dei mappamondi dove si trovano ben quattro mappamondi settecenteschi, due celesti e due terrestri opera dell’officina di Willelm Jansz Blaeu, uno dei più grandi creatore di globi del XVII secolo. In un’altra sala abbiamo visto anche la bandiera tricolore portata a Pisa dai reduci della battaglia di Curtatone e Montanara, a cui gli studenti fiorentini parteciparono con i loro professori. Proprio dalla partecipazione alla prima guerra di indipendenza deriva l’usanza pisana di tagliare la punta del cappello universitario, che ostacolava nel momento di prendere la mira.

Il fascino e l’importanza del Palazzo alla Giornata e dei cimeli in esso esposti è data anche dalla citazione che D’Annunzio fece nella lirica “I cammelli“.

Purtroppo con i bombardamenti aerei del 31 agosto 1943, le esplosioni delle mine per far saltare i vicini ponti e l’alluvione del 1966, il palazzo subì numerosi danneggiamenti tra cui la perdita del tetto.

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Palazzo QuarantottiPalazzo Quarantotti

Palazzo Quarantotti si trova nei pressi di piazza delle Vettovaglie, nel cuore della Pisa medievale. Oggi è sede di un pensionato universitario femminile delle suore di Santa Marta. Fu proprietà dei Carnesecchi dal 1601 al 1623, dei Celati dal 1623 al 1660 e nel 1660 passò in dote ai Quarantotti, con il matrimonio tra Francesco Quarantotti e Giustina Celati (fu proprietà della famiglia fino al 1794). Durante la visita abbiamo visitato alcune stanze e siamo entrati nella splendida sala completamente affrescata a metà del Settecento da Francesco Quarantotti in occasione delle nozze dell’ultimogenito Anton Francesco Maria. Per festeggiare il matrimonio fu commissionata anche una raccolta di sonetti a cui partecipò anche Carlo Goldoni. La sorella dello sposo, Lucrezia raccolse alla fine del secolo intorno a sé, all’interno delle possenti mura del palazzo un salotto letterario tra cui si annoverava anche Vittorio Alfieri, lo storico Fabbroni, il marchese Manfredini e il ministro Angiolini oltre che molte altre eccellenti personalità del Granducato. Da annotare anche la presenza di una chiesa con tanto di alcova e antialcova.

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Palazzo alla Giornata Palazzo alla Giornata

Palazzo alla Giornata

 

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