Una delle più antiche miniere di sale d’Europa: Wieliczka

Qualche anno fa abbiamo deciso di passare le nostre vacanze estive in Polonia. La prima tappa di quel affascinante viaggio on the road fu la bella Cracovia: da lì decidemmo di fare un’escursione di un giorno alla Miniera di sale Wieliczka. La miniera si trova poco più di 10 km da Cracovia, noi la raggiungemmo comodamente in auto seguendo le indicazioni per Wielicka e/o per la miniera di sale, quando erano presenti.Miniera di sale Wieliczka

Trovare la miniera è stato semplice e veloce, mentre la vera impresa si è rivelata trovare un parcheggio, anche se alla fine siamo riusciti a trovarne uno, ovviamente a pagamento!

Quando arriviamo alla biglietteria scopriamo che la visita guidata in italiano partirà solamente all’ora di pranzo (per esattezza alle 13.10) così cogliamo l’occasione per visitare il piccolo paese e mangiarci un panino alla paninoteca della miniera. L’ingresso con visita guidata in lingua non polacca costa circa 19 euro (79 PLN) a persona.

Proprio quando iniziamo a temere un acquazzone estivo, perchè alcuni nuvoloni scuri si stavano raggruppando sopra di noi, ci accorgiamo che è giunta l’ora d’inizio della nostra visita.

Il punto di partenza è dal Pozzo Daniłowicz, dove incontriamo la nostra simpatica guida che inizia a parlarci della miniera e della vita dei minatori.

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Dopo poco iniziamo a scendere una lunghissima scala a chiocciola ma a base quadrata, ci gira la testa! Percorriamo lunghi corridoi scavati nel sale ed altri con pareti di sostegno in legno. La temperatura si aggira attorno ai 14° C- 16°C, fortunatamente abbiamo portato le nostre felpe termiche, stavolta ci abbiamo visto giusto, altro che rintronauti!!!!

Dopo quasi un’ora e mezzo di cammino siamo giunti alla Cappella di Sant’Edvige (Santa Kinga), tutta scavata nel sale, decorata con bassorilievi tra cui anche la riproduzione dell’Ultima cena, colonne ed altari, che la rendono uno spettacolo unico. I lampadari di cristallo illuminano questo luogo magico e surreale all’interno di una miniera a più di 100 m sottoterra. È possibile sposarsi o organizzare altri eventi all’interno della cappella.

Durante il nostro percorso incontriamo altre piccole chiese scavate nel sale e altari usati dai minatori che trovavano rifugio nella preghiera. La più antica è la cappella di Sant’Antonio, basti pensare che la prima messa vi fu celebrata nel 1688.

Ci immaginiamo come doveva essere scendere laggiù tutti i giorni, illuminati solo dalla luce fioca di una lanterna, con la consapevolezza di essere a centinaia di metri sotto il suolo e la paura che potesse succedere un qualsiasi incidente. Il pensiero corre veloce a come dovette sentirsi il caruso di Zi’Scarda, Ciàula, quando vide per la prima volta la luna, ma siamo in un’altra nazione, in un altro luogo, anche se forse le sensazioni non dovevano essere troppo diverse.

Vediamo numerosi macchinari che venivano utilizzati per l’esatrazione del sale, ed alcune scene ricostruite con statue di minatori e di animali che lavoravano come forza motrice nella miniera. Ci sono anche statue di sale che rappresentano la leggenda della Principessa Edvige (Kinga).

La tappa successiva è costituita dai laghi salati, dove assistiamo ad uno spettacolo di luci con in sottofondo una musica di Chopin.

In fondo al percorso turistico (125 m sotto il livello del suolo) troviamo un ristorante, un ufficio postale e negozi di souvenir. Ci fermiamo in questo microclima curativo nella speranza che possa alleviare le mie perenni allergie, sono passate tre ore dal nostro ingresso nella miniera, siamo stanchi e iniziamo ad aver voglia di respirare aria fresca, anche se respirare dentro la salina è salutare. Riusciamo a prendere l’ascensore per risalire dopo un diguido con la nostra guida. Mentre risaliamo pensiamo ancora alla dura vita del minatore che si svolgeva per la maggior parte nel sottosuolo, senza vedere il sole per lunghissime e interminabili ore, svolgendo un lavoro faticoso.

Arrivati in superficie respiriamo a pieni polmoni, ci fermiamo a comprare il sale grigio di Wieliczka, di varie grandezze che ci ricorderà per molto tempo questa bella esperienza.

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La Minera di sale di Wieliczka è stata sfruttata fin dal XII secolo. Grazie all’aria benefica che si può respirare al suo interno divenne presto meta di molti illustri personaggi come Niccolò Copernico, al quale i minatori hanno dedicato una sala che porta il suo nome, Johann Wolfgang von Goethe, Alexander von Humboldt e più recentemente sa papa Giovanni Paolo II. Dal 1978 è stata inserita nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e dal 1994 è diventata monumento storico.

Miniera di sale Wieliczka

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