La città maya perduta nella giungla: Yaxchilan

YaxchilanAl confine tra la Selva Lacandona e il Guatemala, in una zona dove le line di confine sono relativamente recenti, serpeggia sinuoso il fiume Usumacinta, il più grande del Messico. Affascinate, antico e importante via di comunicazione fin dall’epoca precolombiana, il fiume era sacro ai Maya, nella cui lingua il nome significa “serpente infuriato” forse a causa delle repentine e cruente piene a cui è soggetto nella stagione delle piogge.

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Su una grande ansa del fiume, sulla sponda messicana si trova uno dei siti archeologici più suggestivi del Messico: la città perduta di Yaxchilan, ancora avvolta nella giungla e ricoperta dal muschio che cresce ovunque. Il suo fascino sta proprio nel far sentire i pochi visitatori come avventurieri alla scoperta di incredibili e sconosciute meraviglie. La mattina presto il sito è pressochè deserto: la maggior parte dei turisti preferisce visitarla con visite organizzata anche per abbattere i costi di navigazione: per visitare Yaxchilan infatti è necessario solcare le acque infestate dai coccodrilli dell’Usumacinta per 40 minuti/1 ora, con delle lance che si trovano a Frontera Corazal, dove si trova anche l’imbarcadero per sbarcare in Guatemala, che si estende sulla riva opposta.Yaxchilan

Noi abbiamo preso una lancia tutta per noi, nell’imbarcadero ancora deserto e ci siamo goduti una navigazione in solitaria che rimarrà nella nostra memoria per molti anni. Ogni tanto  il conducente si fermava a farci osservare i coccodrilli che si riposavano su minute spiaggette fangose o le scimmie. Per il resto solo silenzio, il rombo monotono del motore e gli schizzi dell’acqua.

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Una volta sbarcati, dopo una breve passeggiata lungo il sentiero conduce all’ingresso alla città che avviene attraverso un tunnel infestato dai pipistrelli (El Laberinto), il cui squittire a pochi centimetri dalla mia testa mi ha inquietato non poco. Una volta dentro le radici delle enormi ceibas avvinghiano le rovine scenograficamente disposte. Stele, scalinate, edifici, tutto desta meraviglia e stupore. Sembra davvero di essere i primi scopritori della città e dei suoi dimenticati fasti, quando dominava l’importante via di commerciale che era l’Usumacinta. Non perdetevi la Pequeña Acropoli raggiungibile anche con un sentiero che parte sul retro dell’edificio 33.Yaxchilan

Per entrare nel sito occorre pagare il biglietto di 70 pesos a testa nella città di Frontera Corazal, prima di giungere all’imbarcadero. Il biglietto sarà poi controllato una volta giunti sul sito. all’ingresso è possibile assoldare una guida, ma tenete presente che la lancia vi attenderà per non più di 2 ore.

Come arrivare a Yaxchilan in modo autonomo

Dal “centro” di Lacanja Changsayab abbiamo preso un taxi che ci ha chiesto 300 pesos per portarci a Frontera Corazal e ci ha lasciato di fronte ad una compagnia di lance che per 800 pesos (inizialmente ci avevano chiesto 1400 pesos) in due ci ha portato sul sito (e riportato indietro). L’ingresso a Frontera Corazal costa 30 pesos (ejidos). Per il ritorno un tuk tuk (20 pesos) ci ha portato ad una velocità da pedoni al transporter, dove un taxi ci ha portato per 300 pesos a Lacanja Changsayab. Se preferite è possibile anche scegliere di farvi chiamare un taxi dal vostro hotel o campamento, che vi aspetti e vi riporti indietro. Il prezzo si aggira intorno ai 1200 pesos.

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