Il villaggio galleggiante di Kompong Pluk

Uno dei momenti più belli e indimenticabili del nostro viaggio tra Thailandia, Laos e Cambogia (In viaggio col Monsone) è senz’altro la visita al villaggio di Kompong Pluk, un villaggio galleggiante sulle rive del lago Tonle Sap.Kompong Pluk

Era il nostro quarto giorno a Siem Reap, e dopo aver visitato quasi tutto il complesso archeologico dell’Angkor Wat nei tre giorni precedenti, avevamo voglia di vedere qualcosa di diverso così abbiamo visitato il villaggio galleggiante di Kompong Pluk.

Il villaggio non è facilmente raggiungibile in modo autonomo se non si dispone di un’automobile, così abbiamo scelto, su consiglio del proprietario dello Schein Guesthouse & Restaurant, di visitarlo con un tour della Siem Reap Shuttle Tour, al prezzo di 18 dollari per persona. Il tour dura mezza giornata e sono previste partenze la mattina e nel primo pomeriggio.

Devo ammettere che le nostre aspettative non erano molto alte, soprattutto dopo aver letto alcune opinioni negative su internet, ma appena siamo scesi dal minibus, dopo un lungo percorso sulla strada di terra battuta, ci siamo ricreduti.

Le palafitte costruite in bambù lungo i due lati della strada, svettano verso il cielo stranamente quasi limpido. Rivedere il cielo azzurro dopo tutto il grigio dei giorni precedenti ci ha sorpreso ma il vero stupore ce lo hanno causato quelle costruzioni altissime, grattacieli biocompatibili che ci fanno sentire minuscoli come in una foresta. Le scale di accesso e le staccionate sono dipinte, spesso di celeste. Le palafitte sono alte più di 6 metri  e nonostante siamo venuti a vedere un villaggio galleggiante, non c’è traccia d’acqua lungo le strade polverose le piogge monsoniche infatti tardano ad arrivare, così ci troviamo di fronte a questo spettacolo inaspettato e ne siamo ugualmente entusiasti! Kompong Pluk

Il lago Tonle Sap durante la stagione delle piogge moltiplica la sua dimensione, passando dai 2700 kmq a ben 16000, e ricopre con le sue acque zone precedentemente asciutte. La vita di questo villaggio è strutturata proprio in base a questo fenomeno. Quando piove e il lago si ingrossa ci si muove in barca e si pesca tutto il giorno.

Percorriamo l’unica strada, osservando i bambini che giocano e gli adulti che incombono alle loro faccende. Negli spazi aperti sotto le palafitte sono stati ricavati terrazzamenti dove trascorrere il tempo più vicini alla terra. Un ragazzo ci invita a salire nella sua abitazione. Solo noi ed un’altra coppia di italiani accettiamo l’invito. La casa è composta da un unico ambiente e la cucina è su una specie di ballatoio esterno. Il piano di calpestio è costituito da sezioni di bambù messe come listelli, ma con dello spazio tra l’uno e l’altro, tanto che dubitiamo della sua resistenza, anche se poi decidiamo di metterla alla prova! Siamo colpiti dalla gentilezza del suo proprietario che ha voluto mostrarci anche le foto di famiglia e i “numi” tutelari della casa, lo salutiamo con una profusione di complimenti.

Una signora con il suo motorino carico di buste ci sorpassa. E si ferma poco più avanti dove sono ferme anche un altro motorino e due biciclette stracariche di ortaggi: questo è il mercato della frutta e della verdura di Kompong Pluk.Kompong Pluk

Arriviamo al tempio e alla scuola dove possiamo entrare. Compriamo qualche quaderno e qualche penna da una delle donne che ci seguivano fin dall’inizio per venderci queste mercanzie. I bambini sono appena rientrati dalla ricreazione. Indossano tutti una divisa bianca e blu, come tutti gli studenti che abbiamo visto qui in Cambogia.
La scuola è composta da due aule: una dove si svolge la lezione, con lavagna, cattedra e banchi e un’altra dove c’è la biblioteca, dove stanno i bambini più piccoli, controllati da una ragazzina
. I volti di questi bambini sono stupendi, i loro occhi profondi ci parlano quasi più dei loro sorrisi. Non riusciamo a venire via. Guardo loro, il maestro, i poster attaccati alle pareti che illustrano elementari principi di igiene e altre cose che non riesco a comprendere, guardo il planisfero con al centro la penisola indocinese invece che l’Europa e l’Africa. Cerco di assorbire tutto di questo momento, di questo spaccato di vita a me così familiare.

Proseguiamo su insistenza della nostra guida soprannominata “la burlona”, per l’incredibile quantità di battute che riesce a dire e ormai disperata perchè incredula di poterci far terminare il giro. Arriviamo al mercato del pesce di Kompong Pluk. Il periodo, vista la secca del lago non è dei migliori e c’è solo un signore che sta in piedi accanto a tre pesci con l’occhio ormai bianco, buttati su un foglio in terra di giornale . Non molto invitante!

Da lì partiamo per il nostro giro in barca compreso nel prezzo. Navighiamo nelle acque calme che proseguono oltre l’orizzonte e si confondono con il cieKompong Pluklo. Case galleggianti compaiono in qua e in là. I pescatori, alcuni dei quali con il volto completamente coperto remano, tirano le reti, tornano verso casa.

Noi ci fermiamo ad una specie di bar/ristorante galleggiante. Nessuno ci obbliga a prendere qualcosa. Ci sediamo e contempliamo il panorama. Poi andiamo ad osservare tre piccoli coccodrilli, chiusi in una gabbia a contatto con l’acqua, che sono allevati in tal modo .

Al ritorno costeggiamo il villaggio lungo un fossato navigabile (più o meno) e lo osserviamo da un’altra prospettiva che ci incanta ancora di più.

La visita a questo villaggio ci ha dato la possibilità di cogliere alcuni spaccati di vita quotidiana del popolo khmer che altrimenti non avremmo potuto vedere. Ci ha colpito molto con la sua autenticità e la sua semplicità. Gli abitanti del villaggio e i bambini così gioiosi, sorridenti e pronti a riprendersi una vita che finalmente possono vivere dopo le guerre e le angherie che hanno dovuto sopportare, ci hanno dato molto materiale su cui riflettere. Ci voltiamo così a salutare un villaggio che non dimenticheremo mai.

Saliti sul minibus ci distribuiscono delle bottigliette d’acqua e ci chiedono se vogliamo visitare anche la Scuola di Artigianato nel centro di Siem Reap, senza obbligo di acquisto invece che tornare subito alla Guesthouse. Visto che erano solo le 13 abbiamo accettato. La visita è stata interessante, siamo entrati nei laboratori e abbiamo visto scolpire il legno, la pietra ecc… .Kompong Pluk

Consigliamo vivamente di visitare il villaggio di Kompong Pluk e consigliamo di farlo con l’agenzia Siem Reap Shuttle Tour che si è rivelata puntuale e rispettosa.

 

 

 

Il villaggio galleggiante di Kompong Pluk

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