Il sito rupestre di Sutri

Sutri, alfiteatroOltre le mura merlate le piazzette e gli stretti vicoli di Sutri, appena al di fuori del borgo, si trovano necropoli rupestri, vie cave etrusche, un anfiteatro interamente scavato nel tufo, una villa con giardino all’italiana, i resti di un castello di Carlo Magno e una una chiesa affrescata sorta su un antico mitreo, il tutto in una cornice ambientale straordinaria. La ricchezza del patrimonio storico e artistico di Sutri ben rappresenta le bellezze dell’alto Lazio.

Il sito archeologico che si stende ai piedi della città, all’interno del Parco Regionale Naturalistico, è liberamente accessibile tranne che per l’anfiteatro e la Chiesa-Mitreo per i quali si deve pagare un biglietto complessivo di €5 (che vi consigliamo di fare assolutamente).

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L’anfiteatro e la Chiesa Santa Maria del Parto sono infatti le due vere meraviglie di questo sito archeologico. L’anfiteatro risale al II-I secolo avanti Cristo e fu costruito scavando un enorme blocco di tufo secondo quelli che erano i modelli etruschi (un bel esempio di anfiteatro etrusco è visibile nel sito di Roselle). Purtroppo parte dell’anfiteatro non è accessibile, ma passeggiare nell’arena e nelle caveae è sempre molto bello. L’altro tesoro che Sutri nasconde è la Chiesa della Madonna del Parto sorta su un mitreo. Come era costume per i luoghi di culto dedicati al dio Mitra è difficile dall’esterno intuire la presenza di una tempio. Il culto mitraico era un culto misterico, quindi non accessibile a tutti, e in cui si procedeva per gradi, anche per questo l’interno era di solito poco illuminato. Sutri, esterno Chiesa di Santa Maria del PartoAppena entrati dal portone aperto da un’addetta ai lavori si è colpiti dalla bellezza e dai colori degli affreschi che incorniciano un arco che conduce all’interno della chiesa diviso in tre navate. In quella di sinistra sono visibili altri affreschi tra cui una Madonna con il bambino. Sul soffitto della navata centrale è dipinto l’Arcangelo Gabriele vestito da dignitario e con il volto in rilievo. Ai lati delle navate sono visibili alcune tombe, non si esclude che la chiesa sia stata utilizzata anche come catacomba.

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Quando gli occhi si abituano meglio a quella semi-oscurità su una colonna vicino all’altare appare quasi come per magia un pesce dipinto in rosso su uno sfondo bianco che ci fa capire come questo luogo di culto fu usato fin dai primi cristiani. Un luogo molto suggestivo che ci sarebbe piaciuto conoscere meglio con una visita guidata.Sutri, necropoli

Usciti fuori si può salire fino alla Villa Savonelli e al suo giardino all’italiana. Sulla destra della villa ci sono i resti del Castello di Carlo Magno, inaccessibili in quanto proprietà privata mentre sulla sinistra si trova il Bosco Sacro, un bosco di lecci secolari anch’esso visibile solo dall’esterno. Proseguendo si ha una vista d’eccezione sul bello ed unico anfiteatro (gli altri due esempi di anfiteatri scavati sono a Cagliari ed a Leptis Magna).Sutri, Torre degli Arrangiati

Facendo il percorso largo si trova la Torre degli Arrangiati (visibile solo dall’esterno) due vie cave, e una vasta necropoli rupestre lungo la via Cassia. Facendo il giro intorno all’anfiteatro si possono ammirare molte tombe scavate nelle pareti esterne.

Il sito è usufruibile comodamente anche da chi ha problemi di mobilità (più disagevole è l’ingresso al mitreo) e con i passeggini.

Al momento dell’acquisto del biglietto viene consegnata una comoda mappa per orientarsi all’interno del sito e del borgo. Un ottimo esempio di valorizzazione del territorio.

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