Gli Stretti di Giaredo

Se pensate che la Lunigiana sia solo terra di cave, borghi e castelli vi sbagliate di grosso, in questo territorio umido e poco conosciuto si nasconde una bellezza naturale un po’ inusuale per la nostra regione: gli Stretti di Giaredo, una profonda gola scavata dallo scorrere dell’acqua e dal soffiare del vento, dove fluisce il torrente Gordana.

La forra si esplora a piedi, nuotando in alcune pozze profonde con l’acqua cristallina, camminando in altre, scavalcando massi e sassi che sono scenograficamente collocati lungo il corso del fiume, tra le strette pareti rocciose che in alcuni punti sembrano quasi chiudersi sopra le nostre teste.

LEGGI ANCHE: TOSCANA UNDERGROUND, I SEGRETI DEL SOTTOSUOLO

Il canyon degli Stretti di Giaredo è molto bello, l’acqua illuminata dai pochi raggi del sole che penetrano nella gola assume delle colorazioni turchesi o verdi che la rendono molto invitante: purtroppo appena infilato il primo piede nell’acqua ci si accorge che l’acqua è gelida, talmente gelida che intorno a noi vediamo solo persone con la muta. Poco male, ci facciamo coraggio e entriamo nella prima pozza all’apertura degli Stretti, dove siamo subito costretti a nuotare. Da lì dopo un paio di altre pozze profonde si arriva ad un punto dove la gola si restringe moltissimo, forse il punto più bello, in cui è necessario nuotare per raggiungere una cascatella che sbarra il percorso e che va risalita (dalla parte sinistra). A questo punto siamo all’incirca alla metà del percorso. Dopo questa parte il botro si allarga creando comunque begli scenari. Si susseguono altre belle pozze fino a che si raggiunge infreddoliti la diga che segna la fine degli Stretti di Giaredo.

Poi non rimane che tornare indietro ed asciugarsi al sole sui massi all’apertura degli Stretti.

NELLE VICINANZE: CASTIGLION DEL TERZIERE, UNA STORIA D’AMORE INCONSUETA

Sicuramente è consigliabile, a meno che non vi piaccia soffrire, fare il percorso con la muta (ne vendono anche al Decathlon per poco più di dieci euro), meglio se in una bella e calda giornata di sole (noi purtroppo l’abbiamo trovata nuvolosa!)

A seconda del vostro passo l’andata dura 1 ora, 1 ora e 30 minuti. Le nostre indicazioni sono indicative poichè il torrente rende il canyon diverso dopo ogni piena. Gli Stretti di Giaredo sono abbastanza frequentati ed è possibile visitarli sia in autonomia sia con visite guidate. Munitevi di sandali, scarpine da scogli o scarpe da tennis vecchie non scivolose e una sacca impermeabile. Noi ci siamo organizzati con uno di quegli zainetti a bustina da un paio d’euro che si asciuga velocemente per tenerci i cellulari (nelle bustine impermeabili) e le chiavi della macchina adeguatamente protette dall’acqua.

Il percorso è fattibile anche in costume (se ce l’ho fatta io!) ma vi assicuro che si patisce, se volete godervela un po’ di più dotatevi di una muta (anche le persone che la indossavano comunque erano infreddolite!)

VOGLIA DI VIAGGIARE? SCOPRI LA BELA KRAJINA, LA REGIONE PIÚ AUTENTICA DELLA SLOVENIA

Come arrivare agli Stretti di Giaredo

Da Pontremoli (uscita autostradale A15) seguire per Zeri. Dopo le prime curve superati i piloni dell’autostrada imboccare la strada in discesa sulla sinistra in discesa verso Cavezzana Gordana. Superate alcune case si prosegue sempre in discesa fino ad una curva in cui inizia una strada sterrata che scende sulla destra rispetto all’asfalto. Da qui in 2-3 minuti si arriva ad una catena che impedisce l’accesso alle auto.Dopo aver parcheggiato l’auto gli Stretti si raggiungono in 5-10 minuti a piedi, seguendo la strada chiusa con la catena e svoltando a sinistra nei pressi di un paio di case abbandonate. da lì si risale il fiume per un centinaio di metri e si arriva all’imbocco degli stretti.

 

Precedente Viaggio in Messico: itinerario di 16 giorni Successivo Belogradchik e la fortezza di Kaleto

Lascia un commento

*