Crete Senesi: un’escursione lunare

Crete Senesi, paesaggioSe non fosse per il cielo limpido e azzurro e le vaporose nuvole che si rincorrono, penseremmo di essere appena allunati invece che essere appena usciti dall’automobile. Intorno a noi, a parte qualche filare di cipressi ordinati e composti che scortano le strade bianche come sentinelle, non c’è altro che terra: grosse zolle di terra bianchiccia e marrone chiaro, buttate in modo scomposto le une sulle altre fino a formare grosse colline morbide: le Crete Senesi, a sud di Siena.

Ma non è terra “normale” questa come ci dice il nome del luogo, il terreno è costituito da crete cioè da argilla che arricchita dalla salgemma e dal gesso dà vita al così detto mattaione, senza il quale il paesaggio che ci circonda non potrebbe esistere. Crete Senesi, paesaggioCome gran parte della Toscana queste terre nel Pliocene erano sommerse dall’acqua marina che ritirandosi ha innescato il processo che dopo migliaia (se non milioni) di anni ha portato alla formazione di tutto ciò. Caratteristiche delle Crete Senesi sono i calanchi e le biancane, colline rotonde dal caratteristico colore bianchiccio effetto dell’emergere in superficie del solfato di sodio.

A seconda delle stagioni i colori del paesaggio cambiano molto: in primavera le colline sono rivestiste dal  morbido manto verde del grano che in estate si ingiallisce fino a sembrare dorato, ma ora siamo in autunno tutto è grigio, marrone chiaro e bianco, la terra è spoglia ed è stata appena rigirata per essere preparata alla prossima semina, delle vegetazione a parte qualche sparuto albero sulla dorsale di una collina o al limitare di una strada non c’è traccia: come sulla luna o in un deserto, le immagini più familiari che ci vengono in mente per classificare le Crete sono queste.Crete Senesi, paesaggio

Ogni tanto sulla sommità di qualche collina spunta una fattoria, una casa colonica, una torre. Pur non essendoci molti monumenti la storia è quasi una presenza palpabile, che ad ogni respiro invade i nostri corpi. Una storia di armonia con il territorio, di fatiche, di lotta, ma anche di dolcezza e amore che questo territorio trasuda da ogni stelo d’erba da ogni fessura, da ogni zolla.

Avevamo già avuto modo di esplorare le Crete Senesi più volte, anche durante il nostro splendido e indimenticabile Vintage Tours, durante il quale avevamo esplorato la zona di Asciano, “capitale” di questo angolo di mondo, ma mai avevamo fatto un trekking da queste parti, così con la speranza di replicare la bellissima e avvolgente sensazione provata in sella alla vespa siamo tornati indossando le scarpe da trekking.Crete Senesi, paesaggio

Trekking nelle Crete Senesi: le Crete di Corsano

Abbiamo scelto un percorso ad anello di circa 15 km per esplorare le Crete di Corsano, vicino al confine orientale delle Crete. Siamo partiti dal piccolo borghetto di Ville di Corliano, nel comune di Monteroni d’Arbia. Abbiamo parcheggiato l’auto in prossimità dell’incrocio tra la SP23/c e la Strada Radi Ville di Corsano. Siamo andati a vedere la torretta (Parco della Torretta) fatta costruire da Riccardo Buonsignori per i suoi incontri galanti con una contessa della zona. Prima di giungere al parco si attraversa uno spiazzo circolare privo di vegetazione, antico galoppatoio per l’allevamento dei cavalli. Crete Senesi, paesaggioUna volta visitata la torretta ritorniamo sui nostri passi e iniziamo a seguire la Strada Radi Ville di Corsano, passiamo a fianco della Villa Storica di Corsano, dell’Agriturismo gli Archi di Corsanello e dell’Agriturismo Fattoria di Corsanello. La strada bianca termina e proseguiamo in discesa camminando sulle grosse zolle. Siamo diretti all’alveo del torrentello di cui sentiamo lo scrosciare della acque, ci teniamo più verso la destra e troviamo un punto in cui effettuare un guado abbastanza comodo vicino alla Strada provinciale 34/b di Murlo. Risaliamo la collina sempre seguendo la strada fino ad arrivare all’Agriturismo Belvedere e dopo poco svoltiamo a sinistra su una stretta stradina bianca. Non ci siamo che noi, le Crete e qualche rudere. Crete Senesi, paesaggioProseguiamo fino al Poggio ai Frati, occupato da una fattoria restaurata e abbandonata, dominata da uno splendido torrione, un poco pendente. Un tempo questo era un luogo di espiazione come l’Abazia Molte Oliveto di Asciano. la leggenda vuole che ancora oggi sia possibile vedere affacciati alle finestre alcuni frati.

Il sentiero a questo punto incontra la SP46, svoltiamo a destra e la seguiamo per un breve tratto, fino a che non incontriamo un’altra stradina bianca sulla sinistra. 20160925_132959[1]A Mugnano, dove incontriamo un gruppo di ville svoltiamo ancora una volta a sinistra, in una stradina sbarrata da una sbarra verde. Oltrepassiamo Poggio alle Pietre e Villa Giuncheto, passiamo sotto al bel Castello di Grotti e poi torniamo sulla SP46 che ci riporta a Ville di Corsano e da lì svoltiamo sulla SP23/c e torniamo all’automobile.

Si consiglia di non fare il percorso quando nei giorni precedenti sia piovuto abbondantemente anche perchè c’è da effettuare un piccolo guado.
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