Il paese abbandonato di Celleno

cellenoAd una decina di chilometri dalla più nota (e più frequentata) Civita di Bagnoregio c’è un piccolo borgo abbandonato molto carino che ce la ricorda molto, anche per il triste destino che ne mina il futuro: anch’esso infatti rischia di crollare.

Arroccato su uno sperone roccioso Celleno si sviluppa intorno all’unica piazza, piazza del Mercato. Vi si accede attraverso un lungo ponte in pietra che conduce alla porta d’ingresso. Una volta entrati si scopre con piacere che al suo interno c’è il bel Castello Orsini con tanto di torre e un ponte.

LEGGI ANCHE: L’INCANTEVOLE BORGO DI VICOPISANO
celleno

Sulla piazza di Celleno si affacciano ben due chiese: una piccola ed ormai sconsacrata, la Chiesa di San Donato e la Chiesa di San Carlo, con il tetto ormai crollato. All’interno di quest’ultima, avvolta dalla vegetazione, sono ancora visibili le decorazioni pittoriche e gli stucchi barocchi. A fianco della Chiesa si trova il campanile con un orologio ormai senza numeri.
Il borgo si visita in una ventina di minuti ma è piacevole assaporarlo con calma e gustarselo in solitudine. Per completare la visita si può temporeggiare un po’ nel barrino – gelateria al di fuori delle mura del borgo, da dove si gode di una bella vista sul paese.
Fuori dal centro storico, staccato dal borgo c’è il paese nuovo ancora abitato.celleno
Nelle vicinanze si trovano Civita di Bagnoregio e il borgo di Vitorchiano.

Celleno un po’ di storia

Celleno fu abitata fin dall’epoca etrusca, quando era un importante centro di collegamento tra Volsini (Orvieto) e Ferento. Anche in età romana continuò a svolgere il ruolo di importante nodo di comunicazione. Saccheggiata più volte dai Goti e dai Longobardi, nel medioevo entrò a far parte dei possedimenti della chiesa. Nel 1696 subì un primo forte terremoto a cui nel 1855 seguì un secondo che decretò l’abbandono del borgo e la costruzione della nuova borgata al di là del ponte.

celleno cellenocelleno celleno cellenocellenocelleno

Precedente La linea Gotica di Borgo a Mozzano Successivo Cosa fare a maggio in Toscana