La città che non c’è più: Castelvecchio

Durante una delle nostre minuziose ricerche di castelli visitabili in giornata ci siamo imbattuti in Castelvecchio sul monte Cornocchio, posto tra la famosa San Gimignano e l’altrettanto famosa Volterra.

Castelvecchio sul Monte CornocchioFin dalla sua fondazione, avvenuta per mano dei Longobardi, il castello ebbe un importanza strategica non trascurabile per le dinamiche territoriali e politiche della Toscana medievale. Sembra che la cima del colle fosse però abitata fin dall’epoca etrusca. Nella seconda metà del XV secolo il borgo era già abbandonato, con la conquista da parte di Firenze perse infatti la sua ragion d’essere.

Castelvecchio sul Monte Cornocchio

Per arrivare a Castelvecchio da Volterra si deve seguire per Colle Val d’Elsa, prendere la strada SP 53 Cornocchio e dopo 2 o 3 chilometri seguire il cartello marrone che indica il Parco Naturale del Cornocchio. Parcheggiare l’auto e continuare a piedi lungo la strada sterrata. Consigliamo di ignorare il malmesso cartello che vieta l’accesso a causa degli scavi archeologici in corso. Dopo 40 minuti vedrete di fronte a voi la torre del mastio emergere dalla rigogliosa vegetazione. Varcato il ponticello di legno posto dove in passato si trovava il ponte levatoio e superato il mastio ci si accorge di stare visitando una piccola cittadina più che un castello: ai lati della strada principale si vedono le murature ancora conservate in elevato di due mulini, di una casa-fortezza, la chiesa di SS. Giovanni e Frediano, una cisterna e alcune abitazioni, i resti di molte delle quali si estendono ai margini del paese, là dove il bosco è ricresciuto incurante del passato.

Castelvecchio sul Monte CornocchioLe fronde degli alberi lasciano passare alcuni raggi di sole e creano dei bei giochi di luce sulle murature delle rovine. Il luogo è tranquillo e molto piacevole e spesso è meta di escursionisti e gruppi di amici che si fermano anche per un pic-nic. E’ strano credere che proprio questo luogo fu teatro di un macabro episodio.  Nel 1485 infatti la peste si diffuse nel territorio intorno a Castelvecchio. La vicina San Gimignano identificò nel borgo il punto da cui si era diffusa così gli abitanti furono chiusi all’interno delle mura e fu impedito a tutti di uscire. Sembra che l’anno seguente non ci fosse più nessun abitante.

Gli edifici sono eleganti e massicci, si possono vedere ancora alcune porte, scalinate e finestre, anche se la struttura meglio conservata è la chiesa, attualmente oggetto di lavori di consolidamento. Seguendo il sentiero sulla destra alla fine del villaggio si giunge all’imponente torre sud-ovest, conservata molto bene e in cui è possibile entrare. Da lì dominerete la valle sottostante e potrete ammirare le diverse sfumature delle chiome degli alberi.Castelvecchio sul Monte Cornocchio

il mastio, CastelvecchioCastelvecchio sul Monte Cornocchio

Potete seguirci su facebook: https://www.facebook.com/irintronauti e su

twitter: https://twitter.com/irintronauti .

 

Precedente Perchè visitare la Provincia di Pisa #insiders Successivo La vasca dimenticata di Bagni San Michele alle Formiche